Il reddito di cittadinanza sta avendo diversi problemi, dalle proteste sulle cifre irrisorie alle lungaggini burocratiche. E ora c’è chi vuole rinunciarci

reddito di cittadinanza
Luigi Di Maio (Getty Images)

Rinunciare al reddito di cittadinanza? Si può, ma ha un prezzo. Al momento non c’è ancora una comunicazione ufficiale da parte del Ministero del Lavoro, ma i Caf stanno già cominciando ad avvisare chi ha fatto domanda e ora vuol tornare indietro. Bisognerà restituire tutto quello che si è percepito e così lo Stato tornerà ad incassare in parte quanto versato con la prima ondata di domande. E la stima attuale è di almeno 130 mila ‘pentiti’. Il blocco di chi ha intenzione di rinunciare in effetti si sta allargando giorno dopo giorno perché a conti fatti una larga percentuale di beneficiari, una volta che è stato riconosciuto il diritto di accedere al reddito di cittadinanza, si è ritrovare ad avere sulla card apposita cifre molto basse, anche sotto i 100 euro e quindi ben lontane dal tetto dei 780 euro che molti erroneamente pensavano di poter incassare ogni mese.

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Così è bastato il primo mese per far crescere il numero dei pentiti. Secondo le ultime stime dei Caf potrebbero essere anche 130mila gli italiani che intendono rinunciare al reddito di cittadinanza. Per la paura di controlli fiscali che possano dimostrare la non completa esattezza delle loro dichiarazioni (con una pena massima prevista in sei anni). Ma anche e soprattutto per le cifre. Ci sono almeno 35mila beneficiari che ricevono un reddito di cittadinanza al massimo di 50 euro. Altri 12mila con un tetto massimo di 75 euro e quasi ventimila ancora sotto i 100 euro, mentre si calcola che siano almeno 40mila quelli sotto i 200 euro.

La procedura per rinunciare al reddito di cittadinanza

Tutti coloro che percepiscono un reddito di cittadinanza troppo basso, così come chi prende anche somme maggiori ma non è soddisfatto, potranno ritirarsi, restituendo però quello che lo Stato ha già versato. Al momento non ci sono ancora i moduli per farlo, anche se in realtà servirà un ulteriore passaggio per inaugurare un nuovo portale dedicato proprio a chi rinuncia, o magari una nuova pagina sul sito ufficiale del reddito di cittadinanza e quindi dovrà compilare nuovi moduli, per un’operazione che andrà probabilmente avanti per mesi. In tutto infatti le domande arrivare al 30 aprile scorso sono poco più di 1 milione.