“Faccio il presidente da circa 20 anni. Di me posso dire di avere carattere duro, ma non sono mai stato sfiorato da nulla. Ho avuto la sfortuna di avere scelto un direttore sportivo (Andrea Iaconi) che ha portato 6 criminali, ma io faccio il presidente, non entro nei discorsi tecnici”. Con queste parole, il presidente del Grosseto, Piero Camilli, si è appellato alla Corte di Giustizia federale contro l’inibizione di 5 anni e l’estromissione del club dalla Serie B decise dalla Disciplinare nell’ambito del processo al Calcioscommesse. “Sono stato ucciso mediaticamente, ma davanti a voi c’è un uomo e non un presidente. Mi rimetto alla vostra capacità di leggere le carte”.
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