Dopo l’ufficialità che il campionato di Serie A ripartirà, è intervenuto il vicepresidente dell’Assocalciatori, Umberto Calcagno, per commentare la vicenda
Dopo tre mesi di sospensione, forzata dall’emergenza Coronavirus, i campionati in Italia riprenderanno. Il 13 giugno si partirà con la Coppa Italia e la settimana successiva torneranno in campo i campionati di Serie A e Serie B. Ai microfoni di ‘Calciomercato.it’ è intervenuto il vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Umberto Calcagno, commentando la decisione di riprendere a giocare ed i nodi ancora da sciogliere, riguardanti date, orari e contratti.
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Il calcio italiano si appresta finalmente a tornare in campo. Ieri è arrivata la tanto attesa ufficialità della ripresa, ma restano ancora alcune problematiche da risolvere. In esclusiva ai microfoni di ‘Calciomercato.it‘, il vicepresidente dell’Assocalciatori, Umberto Calcagno, sulla questione orario, con l’ipotesi di poter giocare alle 16.30, dichiara: “Dispiace che debbano essere i calciatori a sottolineare la cosa. Se tutto andrà come speriamo, arriveremo a giocare in una stagione in cui a quell’ora sarà problematico scendere in campo. Ne va della salute dei giocatori. Giocare ogni tre giorni comporta già uno stress pisco-fisico importante, se poi aggiungiamo temperature elevate, la questione si complica. Speriamo che le parti interessate capiscano che tutti dobbiamo fare un sacrificio”. Poi sulla questione contratti specifica: “La FIFA è stata abbastanza chiara nel dire che non possiamo incidere su rapporti privatistici di lavoro. Ci ha autorizzato a prolungare la stagione sportiva, ma i singoli accordi sono da contrattare. Non può essere un soggetto terzo ad imporsi. Per la Serie A, numericamente, non ci sono tante situazioni in ballo. Spero ci sia buon senso nelle trattative che coinvolgeranno a volte due soggetti, altre volte tre. In ogni caso, se non si dovesse raggiungere un accordo tra le varie parti, il giocatore potrà allenarsi col suo nuovo club, ma non potrà scendere in campo”.
Infine, c’è spazio anche per la questione iscrizione al campionato: “Stiamo interloquendo col presidente della FIGC, Gravina, su questa questione che spinge verso il contenzioso. La FIFA ha chiaramente detto che le federazioni devono approvare norme che facilitino accordi e non il contrario. C’è il fondato timore, in particolare per la Serie B e la Serie C, che si arrivi ad un numero di contenziosi molto importante. È una situazione preoccupante.” Chiude con la questione calciomercato:” Non ci sono molte alternative o spazi differenti, anche la prossima stagione risentirà del prolungamento di quella attuale. Dovremo adattarci a situazioni diverse, vista la condizione particolare che stiamo vivendo”.
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