Torino, l’indimenticato bomber Pulici dà un consiglio agli attaccanti granata:”Bombardate i portieri in allenamento”

''Paolino''Pulici

 

Il quotidiano ‘Tuttosport’ ha avuto un idea originale. Chiedere a un vecchio bomber del Torino degli anni a cavallo tra il 1960 e il 1980, di cercare una ricetta, una soluzione e di dare un consiglio agli attuali attaccanti granata che ultimamente ‘vedono’ poco la porta. Ma come, direte voi, proprio lui che con quella maglia ha segnato più di 100 gol? Potrebbe suonare strano, ma c’è una particolarità, che svela lui stesso all’inizio dell’intervista:”Per ben 24 partite ero rimasto a secco di gol. Mi erano piovute tante di quelle critiche che ne ero rimasto intrappolato”. Per uscire da questa crisi spiega cosa aveva fatto lui e cosa dovrebbero fare i vari Meggiorini, Bianchi, Antenucci:”Io avevo fatto così. Facevo rimanere i due portieri della squadra, Castellini e Sattolo, mezz’ora in più agli allenamenti per esercitarmi al tiro. Adesso, le punte a disposizione di mister Ventura dovrebbero pagare una pizza ai tre portieri granata e farli rimanere una mezzora in più a fine allenamento per bombardarli di tiri in porta. Nel calcio moderno si fa sempre più fatica a prendere la porta. Semplici esercitazioni al tiro, come si faceva nelle scuole calcio. D’altronde non si finisce mai di imparare…”. Il gemello del gol (l’altro era Graziani), racconta cosa passa nella mente di un attaccante in quei particolari momenti dove non la butti mai dentro:”Io ci sono passato, quella responsabilità diventa un assillo, un tormento, basterebbe un rigorino perchè uno si sblocchi. A Bianchi glielo auguro, lui sta facendo bene, ma il gol per un attaccante è tutto”. Problema che non riguarda comunque solo il capitano dei piemontesi, ma tutta la squadra:”E’ un problema che va risolto. Non puoi creare dieci occasioni da rete e non buttarne neanche una dentro. Equivale a non averne creata neanche una. Ripeto, bisgona che i giocatori del Toro si mettano a esercitarsi al tiro, finchè non riprenderanno il feeling con la rete, nessuna formula magica, solo lavoro extra...”.

di Marco Orrù

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