La squadra primavera del Modena riparte d’estate, con valigie leggere e idee chiare: raduno in città, poi aria buona d’Appennino a Fiumalbo. Al timone c’è ancora Paolo Mandelli, quinta stagione di fila: la continuità diventa progetto, il progetto diventa identità.
La notizia arriva dal club: l’estate gialloblù ha le sue date. La Primavera del Modena si raduna a Modena domenica 19 luglio. Primo allenamento in città, poi – il giorno dopo – partenza verso Fiumalbo. Là, i ragazzi saranno ospiti dell’Hotel “Da Dario” per il ritiro estivo. È la traccia iniziale di un percorso che conta. Non tanto per l’effetto-annuncio, quanto per la sostanza: quinta stagione consecutiva con Paolo Mandelli in panchina.
Chi segue il settore giovanile lo sa: la vera forza, a quest’età, è la continuità. Un allenatore che resta significa linguaggio condiviso, obiettivi chiari, crescita misurabile. Mandelli porta proprio questo: un modo di lavorare che unisce campo e carattere, ritmi e fiducia. È un capitale silenzioso, ma decisivo.
Date e luoghi: cosa sappiamo
Raduno: Modena, domenica 19 luglio. Primo allenamento: in città, a porte verosimilmente chiuse (il club non ha diffuso indicazioni diverse). Trasferimento: il giorno seguente verso Fiumalbo, nel cuore dell’Appennino modenese. Alloggio: Hotel “Da Dario”. Durata del ritiro e calendario amichevoli: non ancora comunicati ufficialmente.
Fin qui, i fatti. Il resto è metodo. La preparazione estiva serve a mettere benzina nel motore e idee nella testa. All’Appennino si va per questo: clima più fresco, meno distrazioni, percorsi che allungano il fiato. Semplicità che fa bene. Lì si lavora sulla base: forza, resistenza, prime trame con il pallone. E, soprattutto, si costruisce gruppo. Che spesso è l’ago della bussola quando la stagione si fa lunga.
Un ritiro che parla di identità
Fiumalbo non è solo un posto. È un ritmo diverso. Mattine chiare, aria sottile, il legno che profuma nelle stradine. Per ragazzi di vent’anni, è il cambio di marcia: telefoni spenti più spesso, chiacchiere in sala comune, il mister che passa tra i tavoli e dice due parole giuste, al momento giusto. Qui nascono abitudini: chi arriva prima in palestra, chi si ferma a tirare dopo. Sono dettagli, ma mettono sulle gambe punti pesanti a novembre.
Con la quinta annata di Mandelli, la Primavera gialloblù può permettersi di accelerare dove altri devono ancora sincronizzarsi. Le esercitazioni si capiscono al volo, i principi sono noti: aggressività pulita, linee corte, palla che viaggia veloce. L’inserimento dei nuovi? Di solito passa dal campo, non dalle parole: tre movimenti ripetuti bene dicono più di un discorso lungo. È così che un gruppo diventa squadra.
Non ci sono, al momento, dati ufficiali su test amichevoli o su eventuali sedute aperte al pubblico. Vale la pena restare in ascolto delle note societarie: in questi passaggi si colgono indizi utili su condizione e gerarchie.
C’è un’immagine che resta: una panchina messa all’ombra, un quaderno appoggiato, le voci dei compagni che rimbalzano tra i pini. L’estate, per i canarini, comincia qui. E tu, se capiti da quelle parti, che cosa vorresti vedere nei loro primi tocchi: prudenza o coraggio?
