Reddito di cittadinanza
Luigi Di Maio (Getty Images)

Continuano le discussioni in Parlamento per l’ormai attesissimo reddito di cittadinanza previsto dal Governo gialloverde. Ma c’è chi esprime perplessità sulla manovra

Non si placano le discussioni e le (inevitabili) polemiche sulla questione del reddito di cittadinanza, messa sul tavolo dall’attuale Governo e spinta principalmente dal Movimento 5 Stelle. Le ultime questioni le hanno sollevate i tecnici del Parlamento, che hanno chiesto ai proponenti di spiegare alcune situazioni poco chiare nel disegno di legge. Nel ddl bilancio, infatti, si demanda ad alcuni provvedimenti appositi la quantificazione delle risorse e l’introduzione effettiva della misura. In particolare si stabilisce che dovranno essere dei monitoraggi trimestrali ad assicurare la disponibilità delle risorse. Ma la domanda che si è posto il Parlamento è la seguente: come è possibile scrivere dei numeri che saranno individuati ogni tre mesi?

I tecnici del Parlamento, infatti, hanno chiesto di chiarire ”come i risparmi derivanti dai provvedimenti, che disciplinano l’attuazione delle misure introdotte, possano essere quantificati già nelle relazioni tecniche di accompagnamento dei provvedimenti attuativi medesimi”. Una questione che potrebbe complicare parecchio l’attuazione della manovra.

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Reddito di cittadinanza, le cifre per pensione e quota 100

Come ricordano il servizio studi di Camera e Senato e il servizio Bilancio del Senato, all’interno del disegno di legge viene istituito il fondo per il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza (con un tetto di spesa pari a 9 miliardi di euro), e l’introduzione della quota 100 (con un plafond di 6,7 miliardi di euro). All’interno del provvedimento, poi, sono disciplinate le procedure per il monitoraggio trimestrale. Inoltre si parla di una ”eventuale riallocazione delle risorse per le due misure introdotte”, nel momento in cui dovessero determinarsi risparmi di spesa. Le discussioni proseguono in Parlamento, intanto gli italiani aspettano una manovra che potrebbe dare un po’ di sollievo alle fasce meno abbienti, gravate da una povertà dilagante.