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Reggina, una sconfitta e una certezza: la difesa non va

Angelo Gregucci, allenatore della Reggina

 

Una sconfitta che fa male, una continuità che non arriva e la zona play-off sempre più lontana. Questi i motivi di riflessione per la Reggina che, dopo il 2-1 subito a Castellammare di Stabia, se ne torna in riva allo Stretto con tante certezze in meno. E se è vero che la Juve Stabia è una delle sorprese di questo campionato, è altrettanto vero che gli uomini di Foti hanno dimostrato, ancora una volta, di fare tanta, troppa fatica lontano dal “Granillo”.

Senza Campagnacci infortunato, Gregucci insiste con Ragusa esterno di centrocampo a destra, lancia il neo-acquisto Melara e si affida alla coppia Bonazzoli-Ceravolo. Un tandem di categoria superiore, penserà qualcuno, due che in realtà non riescono a far valere il loro peso. E se il capitano continua a mostrare segni di nervosismo, il ragazzo di Locri, messo un po’ da parte dopo un buon inizio di stagione, prova a rendersi pericoloso. Ci mette tanto cuore ma non basta.

Ma il dato che deve far riflettere maggiormente il popolo amaranto riguarda la difesa perchè al di là dei numeri (quattro gol subiti nelle ultime due partite) ciò che più preoccupa è l’atteggiamento dell’intero reparto. I tre centrali Angella, Freddi ed Emerson sono spesso andati in difficoltà, impotenti di fronte alle scorribande delle “vespe”. Menomale, però, che la medaglia ha due facce. Quella buona è rappresentata da Zandrini. Il portierino arrivato nello scorso mercato dal Foligno mostra di avere dei numeri importanti e, con le sue parate, ha evitato un passivo più pesante. Il numero 27 amaranto ha un grande futuro.

Il futuro della Reggina, invece, passa per Pescara. Venerdì  prossimo, infatti, gli amaranto saranno impegnati nel recupero della ventiseiesima giornata in una sfida che promette spettacolo e che evoca dolci ricordi. Nella stagione 1998/1999 fu proprio una vittoria all'”Adriatico” a spianare la strada verso la serie A a Giacchetta e compagni. Oggi a sognare il salto di categoria sono, invece, i ragazzi terribili di Zeman. Ma nel calcio si sa, spesso una partita può dare la scossa decisiva per tornare a sperare in obiettivi importanti. Quella scossa che serve ai calabresi per rilanciarsi in chiave play-off. Per rivivere, magari, le stesse sensazioni di tredici anni fa.

 

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