Silvio Baldini torna a parlare di quello che sarà il suo futuro, dopo l’addio al Palermo prima e al Perugia poi in pochi mesi
La Serie B sta portando sorprese alla classifica, settimana dopo settimana. Ma non solo, perchè alcune panchine cominciano già a traballare. Chi ha invece di decidere di sua spontanea volontà di farsi da parte e dimettersi, per ben due volte, è Silvio Baldini.
Il 64enne di Massa ha infatti salutato il Perugia, dopo essersi dimesso a fine luglio dal Palermo, lasciando tifosi e addetti ai lavori spiazzati.
Ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’, Silvio Baldini è tornato a parlare dopo un inizio di stagione decisamente avvincente. Dall’addio fulmineo al Palermo all’immediato ritorno in panchina, con la sfida alla guida del Perugia che è terminata poche ore fa, dopo un mese in Umbria. Baldini, mai banale, ha spiegato la situazione chiarendo: “Il tempo è il bene più prezioso, se non ce l’hai vuol dire che non esisti. Ed il tempo a disposizione è sempre meno. Non mi va di sprecarlo“. Il chiaro riferimento all’abbandono al Perugia ma anche a quello alla società siciliana, fresca del cambio di proprietà: “A 64 anni desidero vivere alla mia maniera, fedele a me stesso col bisogno di emozioni forti”. Sulle dimissioni a Palermo: “I nuovi proprietari non credevano in me, basti pensare che mi hanno lasciato un anno di contratto, a Corini un biennale. Avevo tre fisioterapisti miei, me ne hanno imposti due oltre a un preparatore atletico di cui non avevo bisogno”.
Sul Perugia, invece, si sbottona di più: “Dispiace, avevo la fiducia di presidente e direttore. Ho trovato bravi giocatori, tra loro non c’era quel legame che porta i risultati. Non era una famiglia. Non c’erano le condizioni”. Baldini ha proseguito: “Se l’egoismo dei singoli è superiore alla capacità di sognare, non puoi farci niente. Santopadre è una persona semplice, ha provato a chiamarmi ma avevo staccato il cellulare”.
Sul suo futuro nel mondo del calcio, il tecnico glissa: “Non lo so e non m’interessa, non ci penso. Se poi si creano le condizioni giuste…“.
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