ESCLUSIVO, Giaccherini: “E’ stato difficile tornare in B, ma ora voglio riportare il Chievo in Serie A!”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:12

Chievo, Emanuele Giaccherini si racconta in esclusiva ai microfoni di SerieBnews.com: dal rientro agli obiettivi stagionali, passando per il suo nuovo ruolo da leader. L’intervista completa

Chievo giaccherini
Giaccherini (Getty Images)

Trentaquattro anni e ancora la fame del nuovo arrivatoEmanuele Giaccherini non si tira indietro dinanzi a nulla e si sente carico e motivato per riportare il suo Chievo in Serie A. Il rientro dall’infortunio è alle porte e Giak sa di essere uno dei leader dei gialloblù: un ruolo che lo porta a dover dare sempre il massimo e a dover fare da guida verso i più giovani, come raccontato dallo stesso Giaccherini in esclusiva ai microfoni di SerieBnews.com.

Prima domanda, ovviamente, sulle tue condizioni: come stai? Sei pronto a rientrare?

“Sì, dalla scorsa settimana mi sto allenando col gruppo e anche la prossima lavorerò con la squadra. Conto di tornare a pieno regime già contro il Cosenza, spero di farcela”.

Il Chievo è tornato in Serie B dopo anni, categoria che ormai non frequentavi dai tempi di Cesena: che effetto ti ha fatto tornare in cadetteria?

“Sarò onesto. A 34 anni, dopo tanti anni di Serie A, è stato difficile iniziare il campionato di B, soprattutto a livello emotivo ed orgoglio. Affronti squadre diverse che, con tutto il rispetto, non sono come Juventus, Inter o Milan. All’inizio l’ho un po’ subita, anche perché sento di poter giocare ancora ad alti livelli, ma siamo retrocessi sul campo e non ci sono alibi. Anzi, questo mi motiva per il mio obiettivo: tornare in Serie A e farlo meritatamente. Vogliamo vincere il campionato o quantomeno centrare la promozione”. 

La squadra, infatti, sembra aver impattato bene il campionato…

“Assolutamente, non abbiamo subito molto il contraccolpo. Penso a squadre come il Crotone che l’anno scorso, seppur molto forti, hanno pagato l’ambientamento alla categoria. Noi ci siamo fermati contro il Perugia e poi abbiamo avuto grande continuità. Potevamo avere qualche punto in più, soprattutto se penso alla gara contro il Pordenone, dove non abbiamo sfruttato la superiorità numerica, ma la squadra ha grandissimo carattere e lo sta dimostrando”.

Il Chievo ha una delle rose più attrezzate della categoria, ma quest’anno la B sembra ancor più equilibrata e insidiosa del solito. Al di là degli obiettivi personali, il ritorno in A è davvero plausibile?

“Vedi, quelli che hanno più esperienza come me e gli altri calciatori, cercano di far capire ai più giovani che possiamo salire subito in Serie A. Abbiamo vinto contro l’Ascoli e ho detto ai ragazzi che non abbiamo fatto niente. Per noi deve essere all’ordine del giorno la vittoria e la squadra deve avere una mentalità vincente. Abbiamo dato grande continuità dopo la sconfitta contro il Perugia. Il gruppo ha grande carattere, ripeto, rimontando contro Pisa, Pordenone e Livorno. C’è il giusto mix tra giovani ed esperti, calciatori che possono ancora giocare in Serie A. Poi è chiaro, la promozione dipenderà molto dagli episodi che si succederanno nella stagione. Sta di fatto che nessuno ci pone tra le prime quattro e dobbiamo dimostrare che si sbagliano. Abbiamo tutto per farcela”.

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Chievo, Giaccherini: “Mi sento un leader. Marcolini? Mi piace, ha un futuro assicurato”

Nella tua carriera hai frequentato gruppi fortissimi. In questo, c’è qualche giovane che ti sta lasciando a bocca aperta?

“Beh, abbiamo tanti giovani interessanti. Vignato, ad esempio, lo conoscevo già, l’anno scorso si allenava già con noi. Ha grandissime qualità e deve soltanto tirarle fuori. Ha potenziale da vendere e ha già esperienza, anche in Serie A. Ha grande futuro e non so dove andrà, ma al momento ce l’abbiamo noi e siamo contenti di averlo. Anche Esposito, però, ha qualità. Non lo conoscevo, ma ha tanto potenziale e mostra più dei suoi 20 anni. Gioca con grande esperienza, è uno molto professionale, anche se deve naturalmente maturare e crescere in alcuni aspetti. Ci sta fa parte dell’evoluzione di un calciatore, ma entrambi sono molto forti. Nel panorama calcistico ci sono pochi forti come sono loro a quest’età”.

A 34 anni, con una carriera importante alle spalle, Giaccherini è pronto ad essere una guida ed un leader per questo Chievo?

“Sì, assolutamente. Mi sento un leader e credo di poterlo essere in questa squadra. Ho giocato in grandi società e in Nazionale, i giovani possono contare su di me e posso aiutarli a crescere. Ora sono reduce da un infortunio e sono stato lontano per un mese e mezzo, ma anche nello spogliatoio ho cercato di parlare e dare il mio apporto. Dopo il pareggio contro il Pordenone mi sono fatto sentire, provando a dare i giusti consigli e spero di poter essere un esempio per loro. Sono contento di poter trascinare la squadra e far crescere i giovani”.

In panchina c’è un allenatore giovane. Che rapporto hai con Marcolini? Ti senti sulla sua stessa lunghezza d’onda?

“Conoscevo Marcolini come giocatore, ma non l’avevo mai affrontato. Quando l’ho conosciuto in ritiro, mi è piaciuto sin dal primo momento. E’ un grande allenatore e una grande persona. Per me viene prima l’uomo e poi il tecnico, e sotto questo aspetto mi ha colpito molto. Lui cerca sempre il dialogo con i più esperti, sa cosa vuol dire cercare una mano dai giocatori di esperienza, ma è uno che ha delle buone idee e ragiona con la sua testa. Sta allenando il Chievo ed è stato un passo importante per la sua carriera. Sta facendo bene e se anche lui avrà la giusta fortuna, come tutti i grandi allenatori, un suo futuro ad alti livelli è assicurato”.

A.M.