Dall’Ascoli al futuro, al torneo cadetto. Questi alcuni temi contenuti nell’intervista rilasciata in esclusiva a SerieBnews.com da Devis Mangia, ex tecnico di diversi club, ct dell’Italia Under 21, seconda agli Europei del 2013 in Israele
Sei reduce dalla rescissione consensuale con i rumeni del CSU Craiova. Hai lasciato la squadra al terzo posto e con il ritorno della semifinale di Coppa di Lega da disputare. Cos’è accaduto?
“Nulla di particolare. Avevamo idee diverse sui progetti futuri”.
In Italia l’ultima esperienza risale alla stagione 2015/2016 sulla panchina dell’Ascoli. Sorpreso di vedere i marchigiani in testa alla classifica del campionato di Serie B?
“No. Hanno gettato buone basi lo scorso anno e stanno raccogliendo i frutti”.
Qualche rimpianto per com’è andata con la società marchigiana?
“No, sono cose passate, situazioni chiuse. Evidentemente doveva andare così. Bisogna guardare avanti”.
In generale quali squadre vede favorite quest’anno per la promozione?
“E’ presto per dirlo, ma come al solito sono un po’ in vantaggio le squadre retrocesse dalla Serie A, ma non è scontato. Basta perdere o vincere un paio di gare e tutto cambia. Come possibile sorpresa mi stuzzica il Pisa. Per aver qualcosa di più delineato, però, credo che bisognerà aspettare almeno la sosta di novembre”.
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Sei pronto per ripartire?
“Sì, sono in attesa. Italia o estero, l’importante è che ci sia il progetto giusto per costruire qualcosa d’importante”.
Ti ha cercato qualche club?
“Sì, ci sono stati contatti, ma non ti dico con quali società”.
Quale effetto ti fa vedere il Palermo in serie D?
“Spero che torni al più presto dove gli compete. Sono ripartiti con un progetto chiaro, Palermo è una piazza da Serie A, non c’è il minimo dubbio”.
L’Under 21 ha deluso agli Europei giocati in Italia. Non si vince da molto tempo. Ora la squadra è in mano a Nicolato. Un tuo pensiero…
“Ogni biennio inizia un percorso nuovo. Chi guida il movimento sa benissimo come ripartire. Nicolato non lo conosco direttamente, ma da qualche anno lavora con le varie nazionali giovanili, quindi è una scelta condivisibile”.
Q.G.
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