Dalle favorite del campionato cadetto al suo futuro, passando per le dinamiche legate agli allenatori. Questi e altri i temi contenuti nell’intervista rilasciata in esclusiva a SerieBnews.com da Sandro Pochesci, ex tecnico della Ternana 

Sandro Pochesci
Sandro Pochesci

Campionato di Serie iniziato da due giornate, che stagione ti aspetti?

“Sarà un torneo qualitativamente molto elevato. Ci sono diverse squadre che si sono rinforzate molto con il mercato”.

Favorite e possibile sorpresa?

“Tra le favorite Frosinone, Empoli, Benevento e Salernitana. Quest’ultima già aveva un grande squadra lo scorso anno. La sorpresa potrebbe essere l’Ascoli, perché ha tutte le carte in regole per fare bene. Sono curioso di vedere anche il Pordenone e il Cittadella”.

Tra i tuoi colleghi ci sono Oddo, Inzaghi e Nesta, campioni del Mondo nel 2006 e l’ex ct azzurro, Ventura…

“Inzaghi dopo l’esperienza negativa al Bologna vuole rilanciarsi a Benevento, Oddo riparte  da Perugia dopo le esperienze negative a Udine e Crotone.  Dei tre solo Nesta non ha allenato in A, ma da Perugia a Frosinone ha fatto un salto di qualità, anche se quest’anno i ciociari sono privi del ds Giannitti, artefice della cavalcata dalla Lega Pro alla massima serie. Per quanto riguarda Ventura, dopo i fallimenti in Nazionale e al Chievo, cerca un rilancio. Per gli allenatori ci sono i cicli”.

A proposito di cicli, il tuo?

“Nel triennio di Fondi ho portato la squadra in Lega Pro e al primo anno di professionismo sono giunto ai playoff. Nel 2017 mi ha chiamato la Ternana, sono stato mandato via quando eravamo al terzultimo posto. Chi mi ha sostituto ha fatto peggio di me. Nella passata stagione sono subentrato a Di Costanzo e Esposito alla Casertana, in Serie C. Anche in questo caso sono arrivato ai playoff, ma non è bastato per la conferma”.

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Serie B, ESCLUSIVO Pochesci: “Non alleno perché il sistema calcio è in mano ai procuratori”.

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Rimpianti per l’esperienza di Terni?

“No. Sono subentrati alcuni scienziati del calcio che hanno fatto disastri in due anni con la retrocessione in Lega Pro. La società con me si è comportata male, anche se mi ha dato una grande opportunità”.

Nessun club di Serie B ti ha più chiamato, perché?

“Colpa del sistema calcio, in mano ai procuratori e troppo legato ad ex calciatori. Io non ho un agente, quindi sono fuori da certi giri. Per me nel calcio deve esserci meritocrazia, il più bravo deve andare avanti, invece non è così. Gli allenatori non sono liberi, sono schiavi del sistema. Purtroppo oggi i direttori sportivi chiamano i procuratori amici per ingaggiare un tecnico, anche se è reduce da una serie di fallimenti”.

Sembri rassegnato, ti aspetti una chiamata da qualche società di B?

“Sì. Spero che un giorno qualcuno guardi alle cose oggettive prima di fare le scelte”.

Ipotesi estero?

“In verità sto valutando un paio di proposte”.

Quali campionati? 

“Serie A moldava e campionato cadetto portoghese”.