Conte e Juncker (Getty Images)

Dal vertice di Palazzo Chigi tra Conte, Di Maio e Salvini è emersa l’ipotesi del rinvio del reddito di cittadinanza

Si affaccia l’ipotesi del rinvio a giugno del reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia del M5S, come leva  per tentare di abbassare la tensione tra il governo e la Commissione Ue. Proprio il differimento a giugno del provvedimento, inizialmente calendarizzato per marzo, insieme al restringimento della platea dei beneficiari della Quota 100, ovvero i requisiti, 60 anni di età e 40 di contributi, per andare in pensione, sono le modifiche alla manovra di bilancio uscite fuori dal vertice di ieri sera, a Palazzo Chigi, tra il Premier Conte, i vicepremier Di Maio e Salvini per disinnescare la minaccia dell’apertura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo da parte delle istituzioni dell’UE.

Rinvio reddito di cittadinanza, il governo cerca il dialogo con la UE

Un segnale, quindi, nella direzione di quel dialogo invocato dal Commissario agli affari economici Pierre Moscovici per evitare appunto le sanzioni. Nondimeno si dimostra disponibile a trovare soluzioni condivise dal  momento che le sanzioni sono sempre un fallimento. Eppure lo stesso Moscovici continua ad insiste sulla necessità di una modifica radicale della manovra di bilancio italiana la quale, a suo dire, insieme alle tensioni commerciali legate alla Brexit, rappresenta un’incognita  che grava sull’economia europea. Parere condiviso dal Presidente della BCE Mario Draghi che ieri nel proprio discorso davanti al Parlamento Europeo ha ricordato come le  politiche economiche insostenibili di un singolo Paese costituiscano fattori di rischio di rallentamento dell’ intera economia europea, di conseguenza è fondamentale il rispetto dell’e