Riccardo Zampagna dopo un gol a San Siro (Getty Images)

La storia dell’attaccante classe 1974, partito dai campionati regionali ed arrivato all’Oscar del Calcio per il gol più bello dell’anno. Ternano di nascita, Zampagna è stato un protagonista anche del campionato cadetto.

Stagione 2000/2001, a Cosenza in Serie B arriva un 26enne Riccardo Zampagna. L’attaccante del 74′ aveva appena sfiorato la A col Perugia, per poi essere ceduto proprio alla squadra calabrese, con la quale Zampagna mette a segno 10 reti nel suo primo campionato cadetto. Dotato di grande tecnica nonostante il fisico da gigante, le gesta e i gol di Zampagna hanno assunto toni epici dopo il suo ritiro, e tutto è partito dalla Serie B. Dopo Cosenza infatti, L’originario di Terni gira l’Italia: Siena, Messina e la sua Ternana, andando sempre in doppia cifra di reti siglate. Nell’estate del 2004, Zampagna viene riscattato proprio dai siciliani e l’esordio è da urlo.

Serie B, Riccardo Zampagna: l’operaio del gol

Riccardo Zampagna con l’Atalanta (Getty Images)

Figlio di una famiglia umile e lavoratrice, papà operaio e mamma donna di casa d’altri tempi, Riccardo Zampagna nel tempo diventa l’eroe delle rovesciate, l’uomo dal gol impossibile. Così come avvenne al suo esordio in Serie A quando, con un pallonetto diabolico, porta alla vittoria il suo Messina contro la Roma. Dopo un inizio confortante però, le sue presenze diventano sempre meno, fino al trasferimento all’Atalanta. Contribuisce al ritorno dei bergamaschi in Serie A, con 6 reti in metà stagione e si afferma per una stagione e mezza nella massima serie, realizzando gol memorabili che fanno di lui un giocatore cult del nostro calcio. Dalla rovesciata contro la Fiorentina, ai gol da fantascienza alle grandi d’Italia e del Mondo. Riccardo Zampagna ha portato, con i suoi gol da urlo, la classe operaia in paradiso, proprio come il film di Elio Petri del 1971.

Giorgio Trobbiani