Alessandro Budel
Alessandro Budel (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

BUDEL SERIE B – Alessandro Budel non lascia. Anzi, raddoppia. L’ex centrocampista della Pro Vercelli, svincolatosi lo scorso gennaio per poter trovare un nuovo ingaggio da svincolato almeno fino a fine febbraio, alla fine, dopo vari contatti non andati a buon fine, è rimasto senza squadra e ha chiuso anticipatamente la sua stagione. Nel frattempo si allena col Pavia, club dal grande passato, ripartito dall’Eccellenza lombarda, e pensa già alla prossima stagione, visto che la sua intenzione è quella di giocare almeno ancora per un altro anno. L’abbiamo sentito in ESCLUSIVA e come al solito lo ringraziamo per la disponibilità. Ecco le sue parole:

E’ arrivato il 28 febbraio e sei rimasto senza squadra. Te l’aspettavi quando hai rescisso con la Pro Vercelli a fine gennaio?

“Onestamente mi aspettavo si potesse muovere qualcosa e che ci fosse qualche possibilità in più. Invece di concreto non c’è stato nulla. E’ normale che mancando solo 4 mesi è difficile trovare un ingaggio, anche perchè le squadre hanno forse paura di poter sconvolgere gli equilibri di spogliatoio. L’unica possibilità che potevo avere era che magari potesse servire un giocatore nel mio ruolo e lì si poteva aprire qualche porta. Bisogna essere anche fortunati. Nella Pro Vercelli stessa La Mantia si è fatto male e hanno preso Bianchi. Evidentemente nel mio ruolo, compreso anche quello di centrale a tre dietro, non serviva nessuno in questo momento. Non sono un giocatore che fa numero e basta. Tutta una serie di motivi dunque alla base di questa situazione. Sto bene e continuerò ad allenarmi per continuare almeno un’altra stagione”.

Ora cosa farai? Hai comunque intenzione di trovare squadra per la prossima stagione?

“Sì, penso di rimanere ad allenarmi a Pavia in vista del prossimo anno. Se c’è questa possibilità continuerò così. Loro si allenano al pomeriggio, come squadra vale più della categoria dove giocano (sono primi in Eccellenza, ndr). Sono semi-professionisti, hanno un allenatore che ha fatto la Lega Pro, così come alcuni giocatori. Il livello è alto. Sono allenamenti intensi e dunque sono tranquillo da questo punto di vista”.

In futuro come ti vedi? Ti piacerebbe rimanere nel mondo del calcio ed eventualmente in quale ruolo?

“Mi piacerebbe perché il calcio è sempre stato la mia passione ed è un ambiente che conosco meglio in assoluto e se dovessi rimanere in questo mondo mi vedrei solo da allenatore. Mi piace stare sul campo, non mi piace stare dietro una scrivania. Osservatore? Anche, ma farei più l’allenatore, anche se non è facile perché adesso ce ne sono tanti. Ci sto già un po’ pensando, poi spero di fare la scelta migliore”.

Segui ancora il campionato di B e in particolare quello della Pro Vercelli?

“La Pro ha fatto una bella vittoria a Cesena. E’ una squadra abituata a stare in quelle zone e questo è un valore aggiunto nella lotta salvezza. Un Cesena, che al contrario non è abituato, può fare più fatica e alla lunga questo potrebbe pesare. Anche se la squadra di Camplone ha giocatori di qualità tali da poter venire fuori. Non mi aspettavo la risalita del Trapani. Ha fatto un grande lavoro l’allenatore, Calori, che io ho avuto a Brescia. Nella gestione dello spogliatoio è bravissimo, sono sicuro che ha dato grande tranquillità all’ambiente. Non avevano nulla da perdere, si sono rimessi in carreggiata e hanno dato un senso al finale di stagione. Dopo il girone d’andata sembravano davvero spacciati. Peccato per la sconfitta di ieri, sarebbero stati vicinissimi alla zona playout”.

Per il resto, come vedi la lotta promozione?

“Vedo che la Spal, soprattutto col risultato di ieri, ha acquisito quella consapevolezza da grande squadra. Non è più la neopromossa che si trova lì per sbaglio. Come magari sta succedendo adesso al Benevento che è incappato in qualche sconfitta di troppo. Vincere a Salerno per la Spal è un segno di maturità importantissimo e secondo me se la potrà giocare fino alla fine. Tra Verona e Frosinone vedo meglio i ciociari. I veneti hanno accusato qualche battuta d’arresto di troppo, soprattutto in trasferta. Secondo me stanno mancando di quella personalità che avevano all’inizio, quella sicurezza che avevano che sembra sia smarrita”.

Marco Orrù