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Padova, Pea fa un appello: ”Salviamo i playoff”

Fulvio Pea

 

Il tecnico del Padova Fulvio Pea ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport dove ha parlato di diversi argomenti. Il primo è relativo alla questione playoff, che rischiano quest’anno di saltare visto che le prime tre stanno prendendo il largo. Ecco le parole di Pea: ”Se non ci mettiamo il bastone tra le ruote tra noi che rincorriamo, forse riusciamo a salvarli. Anche se le tre davanti stanno correndo…”. Poi si parla del Padova: ”La vittoria di Crotone è un altro passo in avanti sotto il profilo della crescita, della ricerca della nostra identità. La classifica ora importa poco. A un certo punto eravamo in 10 contro 11 e ci siamo chiusi per difendere il gol di vantaggio, mi pare normale. Io credo in un gioco che abbia equilibrio tra le fasi di difesa e attacco”. Due parole sul Sassuolo, sua ex squadra: ”Sassuolo e Livorno praticano la migliore fase offensiva del campionato. Rispetto al Verona hanno modificato poco la squadra rispetto alla passata stagione. I neroverdi giocano pure il miglior calcio. Sono in alto anche grazie al mio lavoro? Non lo devo dire io. Di sicuro è stata una esperienza positiva, che mi ha fatto crescere come allenatore e come persona. Boakye? Ha grandissime qualità, ma per avere continuità di rendimento doveva maturare. Piano piano si vedrà il vero Boakye. Coi giovani ci vuole pazienza, il 18enne pronto per una prima squadra si trova una volta ogni dieci anni”. Infine Pea parla di alcuni singoli: ”Bonazzoli? Si sta valutando con la società, con cui c’è grande sintonia. Farias? Segna sempre, e ha ancora margini di miglioramento, perché è intelligente, professionista, lavoratore. Il miglior attaccante? Zaza dell’Ascoli,, mi sta sorprendendo, anche lui ha avuto bisogno di tempo per emergere. Il miglior allenatore? Mandorlini, ovunque va ottiene buoni risultati. La sorpresa in panchina? Nicola. L’ho avuto come giocatore al Gubbio, con Simoni. Adesso sembra suo “fratello” (ride), non avrei mai pensato che potesse fare l’allenatore. Era simpaticissimo, ma folle”.

Marco Orrù

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