Il ciclista paralimpico Fabrizio Macchi è stato prosciolto da ogni accusa dal Tribunale nazionale antidoping, che era chiamato a giudicarne le frequentazioni con il dottor Michele Ferrari, medico inibito dal 2002 dalla Federciclismo per doping. La procura antidoping del Coni aveva chiesto 8 mesi di squalifica e l’atleta varesino era stato escluso della Paralimpiadi di Londra 2012, in base alle norme sportive antidoping del Comitato Paralimpico. Ha vinto però la linea difensiva del ciclista che si basava sul fatto che non risultano pagamenti, nè programmi di allenamento, ma soltanto una frequentazione con il medico, dal febbraio al maggio 2007, quando Macchi non era ancora tesserato per la Federciclismo, per una tesi di laurea sui disabili nello sport richiesta dalla figlia di Ferrari.
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