E’ sceso in Serie B per rilanciarsi dopo qualche stagione vissuta tra alti e bassi. Stiamo parlando di Valeri Bojinov, approdato al Verona durante lo scorso mercato estivo. Ecco le sue parole, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: ”Ho scelto io di ricominciare da qui, non avrei mai accettato nessun’altra squadra. Forse sono arrivato in alto troppo giovane (con il Lecce nel 2002, ndr). Ho rischiato di bruciarmi, ma col tempo e l’esperienza le cose si sono sistemate. Verona ultimo treno? No, posso dare ancora molto, sono nel momento chiave della carriera. E, scusate, Toni non è esploso a 27-28 anni?”. Il bulgaro poi passa a parlare di alcuni allenatori che ha avuto in carriera. ”Mandorlini? Non molla mai, un vero martello. Sa trasmettere la sua rabbia. L’allenatore che mi ha insegnato di più? Guidolin per la parte tattica, Zeman per come valorizza gli attaccanti. Il boemo èfatto così: prendere o lasciare. Ma se lo segui, i risultati arrivano”. Bojinov ricorda anche lacune sue esperienze passate e si proietta verso la Nazionale: ”Il Manchester City? Si capiva che stava per diventare una grande. Il guaio sono stati due infortuni che mi hanno bloccato per mesi: legamenti al ginocchio e tendine d’Achille. Ringrazio il Parma che poi mi ha dato la possibilità di tornare in campo. La Nazionale? Sono stato convocato per giocare contro la Danimarca e la Repubblica Ceca. Contro l’Italia non ero in condizione e sono rimasto fuori. Ma il gruppo è giovane, il c.t. Penev ambizioso. Possiamo andare al Mondiale”.
di Marco Orrù
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