Che Zdenek Zeman sia un allenatore al di fuori degli schemi lo si era capito da tempo, che potesse tornare a stupire a 65 anni pochi lo avrebbero sperato. Il boemo è sempre stato una di quelle figure schiette e poco accettate da un mondo come quello del calcio fatto troppo spesso di interessi e quasi mai di partite sui campi. L’unico in grado di parlare quando era giusto farlo, l’unico, osiamo dire, a pagarne le conseguenze.
Il tempo si dice sempre è galantuomo e con il boemo questo dictat si sta avverando. Col Pescara Zeman si sta prendendo le sue rivincite, meritandosi il primo piano sul palcoscenico del calcio italiano. I suoi bomber hanno lucidato gli scarpini e sono pronti a fare ancora male. Ciro Immobile è il terminale offensivo da 22 reti, Lorenzo Insigne è il genio e l’estro, mentre Marco Sansovini è il giusto giocatore per creare gli equilibri.
Si è parlato di Roma, Inter, Palermo per la prossima stagione, ma la sensazione è che Zeman voglia guidare un Pescara da Serie A. Aspettando le mosse e analizzando il futuro non c’è bisogno di altre parole, Zeman il suo palcoscenico se l’è già meritato.
M.F.
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