Una firma che racconta un progetto: Riccardo Marchizza sceglie Vicenza e mette radici fino al 2028. La fascia sinistra ha un nuovo padrone, e il Menti già immagina corsa, carattere e quel sinistro che sa pesare i palloni importanti.
La L.R. Vicenza ha acquisito a titolo definitivo Riccardo Marchizza, con un contratto fino al 2028. È una mossa chiara, quasi programmatica. Un innesto che porta esperienza, affidabilità e un profilo tecnico molto preciso. I dettagli economici dell’operazione non sono stati comunicati, scelta consueta in questi casi.
C’è un filo che lega questa firma a un’idea di squadra più ambiziosa. Marchizza non arriva per completare, ma per cambiare ritmo. Nome conosciuto, percorso solido, un bagaglio di partite vere. E una caratteristica che, a Vicenza, può pesare: è un difensore mancino che sa dare qualità alla costruzione.
Classe 1998, romano, cresciuto nel vivaio della Roma. Ha maturato “pelle dura” tra Serie A e B: decine di presenze nella massima serie con Spezia, Empoli e Frosinone, passaggi a Sassuolo e in piazze calde dove la pressione si sente. Ha vestito l’azzurro delle selezioni giovanili fino all’Under 21: un dato che conferma percorso e affidabilità.
In campo, occupa senza forzature due ruoli: terzino sinistro in una linea a quattro o braccetto/centrale di sinistra in una difesa a tre. Con palla, offre ampiezza pulita, appoggio sicuro e cross tesi dal lato corto. Senza palla, lavora di posizione: diagonali puntuali, tempi di uscita, lettura delle seconde palle. Non è un funambolo, ma ha un sinistro educato che sulle palle inattive sa mettere la squadra dentro l’area avversaria.
Chi lo ha seguito in A ricorda l’affidabilità nei finali tesi, quando contano gamba e scelta di tempo. Marchizza non indietreggia. E questo, in un campionato lungo, vale come una moneta rara.
Il primo effetto è tattico: la fascia sinistra guadagna una regia semplice e verticale. Il terzino che sa pulire l’uscita bassa, che sceglie quando accompagnare o quando congelare il possesso, riduce gli strappi a vuoto e aumenta le giocate “da dieci metri guadagnati”. Il secondo effetto è emotivo: arriva un calciatore con esperienza in Serie A, abituato a stadi pieni e partite di livello. In spogliatoio, questo alza gli standard quotidiani.
C’è poi il tema delle soluzioni. Con Marchizza puoi cambiare modulo in corsa senza perdere equilibrio. Puoi alzare il terzino per creare superiorità o tenerlo stretto per proteggere il lato debole. Sulle punizioni laterali e sui corner, la sua battuta mancina è una minaccia credibile. E nei finali, quando la partita si spezza, avere un profilo che non butta via la palla conta quasi come un gol.
Resta una variabile da verificare sul campo: la condizione nelle prime settimane e l’integrazione nei meccanismi dello staff tecnico. L’idoneità è prassi, la forma si costruisce. Ma la traiettoria del giocatore dice che il margine c’è, e che la fiducia non è casuale.
Vicenza, intanto, si ritrova con un tassello forte e riconoscibile, uno di quelli che danno forma al progetto oltre la singola partita. È questo, forse, il punto: non solo un nome, ma un’idea di gioco. E allora viene naturale immaginare una sera al Menti, pioggia fine e luci sulla riga laterale: Marchizza che prende campo, alza la testa e disegna un cross. In area, qualcuno ci crede. Tu, da che lato del pallone vuoi stare?
Il Modena FC avvia i lavori di riqualificazione energetica dell'illuminazione dello Stadio Braglia, puntando su…
Le Aquile si preparano per il ritiro estivo a Livigno, un momento cruciale per la…
L'Udinese è al centro di voci di mercato riguardanti Zaniolo, con i tifosi in attesa…
La Sampdoria si prepara per la stagione 2026/27 con un nuovo staff tecnico guidato da…
"Giorgio Gorgone è il nuovo allenatore dell'US Catanzaro 1929. Con la sua metodologia e attenzione…
Il calcio italiano si prepara per una svolta, con un progetto che coinvolge le leggende…