Il patron della Ternana, Stefano Bandecchi, ha rilasciato una lunga intervista toccando numerosi temi: commento anche sul caso plusvalenze
La Ternana non sta attraversando un buon periodo dal punto di vista dei risultati. Il ritorno di Cristiano Lucarelli in panchina, al momento, non ha dato la scossa alla squadra, che ora è chiamata a riscattare immediatamente il ko di misura subito per mano del Genoa.
Di Tacchio e compagni, in tal senso, proseguono la preparazione in vista del match contro il Bari, in programma domenica 19 marzo a partire dalle ore 16:15. Quest’oggi, ai microfoni di ‘Calciomercato.it‘ in onda sul canale Twitch di Tv Play, ha rilasciato una lunga intervista il patron dei rossoverdi Stefano Bandecchi, che per cominciare si è espresso sullo spinoso tema plusvalenze senza mezzi termini: “Sulla questione plusvalenze mi sento fregato per aver pagato i contributi per due anni e mezzo. Che li ho pagati a fare io? Queste sono le comiche del mondo del calcio. Tante aziende durante il Covid sono fallite realmente, mentre il calcio vive in una bolla. Io non so stare con la testa bassa, tutte queste mi******e mi lasciano perplesso. Resteremo io o la carta da parati“.
Serve diverso tempo per cominciare ad ottenere dei guadagni rilevanti ed è necessario raggiungere la promozione in Serie A: “Senza la partecipazione al massimo campionato non si possono fare tutte queste chiacchiere. E comunque parliamo di almeno di cinque anni di Serie A, allora a quel punto inizi a prendere soldi per fare qualcosa di interessante“.
Spazio, poi, anche alla cessione del club: “Presumibilmente mi leverò io di torno. Acquirente? Per il 100% delle quote ce ne sono almeno dieci. Alle quote che noi, come università Niccolò Cusano, desideriamo cedere ce ne sono di meno“.
Bandecchi ha aggiunto: “Nella mia vita non ho quasi mai fatto società, sono quasi sempre padrone di ciò che è mio“. Infine, commento sui fondi che entrano nei club di calcio: “Quando sento che un fondo compra una squadra, mi chiedo sempre quale sia il motivo. Il gioco del cerino lo capisco poco. Un fondo di investimento che metta tutti d’accordo in Serie A e B, invece, potrebbe essere possibile, se la gestione dei club fosse molto più dinamica“.
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