ESCLUSIVO, Schwoch: “Avvio di B sorprendente. Ancelotti? Più adatto ad un top club che al Napoli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57

Dalla Serie B fino al suo Napoli, Stefan Schwoch fa il punto di questo avvio di stagione e lo fa in esclusiva ai microfoni di SerieBnews.com: l’intervista completa

Stefan Schwoch

Quando la parola passa ad uno con quei piedi lì, bisognerebbe sempre ascoltare con attenzione. È il caso di Stefan Schwoch, ex centravanti di Napoli, Livorno, Venezia, Torino Vicenza, che nella propria carriera ha illuminato in ogni piazza, dalla Serie B alla Serie A. Un vero e proprio veterano del nostro calcio, che ha rilasciato in esclusiva ai microfoni di SerieBnews.com una lunga intervista su questo avvio di stagione.

Stefan, questa prima parte di campionato ci sta regalando parecchie sorprese. È il solito pazzo avvio della Serie B?

“Direi di sì. Già ora notiamo un paio di sorprese in positivo, come Salernitana e Pordenone. Soprattutto quest’ultima, sta facendo cose importanti. Da neopromossa ha battuto Spezia e Frosinone, due corazzate del campionato. Come sorprese in negativo, invece, vedo proprio i liguri. Dopo aver rinforzato la rosa ci aspettavamo cose importanti, ma stanno soffrendo. Hanno un allenatore giovane per la categoria, come Italiano, che magari sta pagando un po’ lo scotto. C’è da dire, però, che a lungo andare questi valori si stabilizzeranno, ma le sorprese in B sono all’ordine del giorno. L’anno scorso ci fu la sorpresa Lecce e poi anche quella del Brescia, con i flop del Crotone e del Benevento”.

Due squadre che stanno soffrendo, invece, sono due piazze a te molto care, come Venezia e Livorno. Perché non riescono a tornare nel calcio che conta?

“È difficile da dire, ma la verità è che sono due piazze diverse. Livorno è caldissima, basta poco per riempire lo stadio. Venezia, invece, è freddissima e lo stadio si riempie solo quando sei primo in classifica. Il Venezia ha una proprietà straniera che sta investendo e facendo cose importanti e giocano anche un buon calcio. Sono piazze diverse, ripeto, seppure siano entrambe città di mare. Ad ogni modo, hanno in comune che sono due squadre che vogliono fare risultato con il gioco. Dionisi ha fatto grandi cose con l’Imolese, è giovanissimo e a Venezia sta sviluppando un’idea di gioco che mi piace molto”.

Da esperto del settore, c’è qualche attaccante che ti ha rubato maggiormente l’occhio in questa Serie B?

“Sicuramente c’è Massimo Coda, uno che fa venti gol a campionato e che meriterebbe la Serie A già da anni, con squadre di livello. Tuttavia, mi ha impressionato molto l’attaccante del Crotone, Junior Messias. Ha doti tecniche e fisiche importanti, sa sacrificarsi e ha una grande mentalità. Mi meraviglia che sia arrivato in B soltanto a 28 anni”.

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ESCLUSIVO Schwoch: “Ancelotti più adatto al Real che al Napoli. Milik? Deve aiutarsi da solo”

Dopo una prima panoramica sulla Serie B, Stefan Schwoch ha cercato di analizzare anche il momento difficile che sta attraversando una delle squadre a lui più care: il Napoli.

Stefan, dopo Liverpool e Lecce, il Napoli sembra essere caduto in una preoccupante crisi. Cos’ha smesso di funzionare? 

“È difficile dirlo. Il problema più grosso del Napoli è quello di trovare un’identità precisa. Cambiare troppo spesso modulo toglie sicurezza, soprattutto ora che non la squadra manca di brillantezza. Contro Liverpool e Lecce hanno convinto, ma dal Cagliari sono nati tanti problemi. La squadra crea tanto, ma non capitalizza. E’ un grosso problema, riapparso anche contro il Genk. Le critiche, qui in Italia, sono sempre legate al risultato, ma il Napoli sta peccando anche dal punto di vista della prestazione. La manovra è lenta e prevedibile, anche a Torino hanno giocato una partita opaca. Gli obiettivi del Napoli sono importanti, ma deve avere un altro rendimento per farcela. Inter e Juve sono le favorite ora”.

Mi tocca essere provocatorio: non è che Ancelotti non sia l’allenatore adatto per questo Napoli? Magari occorre qualcuno che giochi un calcio più codificato…

“Certo, questa può essere una lettura. Ancelotti ha sempre lavorato con grandi campioni, che bastava metterli giù e farli stare bene, poi la risolvevano loro. Il Napoli, invece, ha una rosa che è più adatta ad un allenatore come Sarri. Nessuno vuole discutere il valore di Ancelotti, è un grandissimo tecnico. Ha, però, un modo di fare e un approccio che si sposerebbe meglio con un top club, come il Real Madrid, anziché il Napoli. Questo è un pregio, non per forza un difetto. D’altronde, è più difficile allenare squadre del genere, che una come quella azzurra”.

Prima parlavi di un Napoli che faticava a capitalizzare quanto creato e, in tal senso, Milik è l’uomo più in vista. Cosa sta succedendo ad Arek?

Milik è sicuramente un calciatore in difficoltà. E lo è sin dal ritiro. Quando passi un’estate a leggere che il tuo club cerca prima Icardi, poi qualche altro attaccante importante, perdi fiducia in te stesso. Poi, quando finisce il calciomercato provi a rilassarti e il Napoli prende Llorente. Evidentemente, la società non ha moltissima fiducia in Milik e questo il calciatore lo avverte. Quando entri in campo e sei poco tranquillo, sbagli anche le cose più semplici. E’ un momento complesso, ma Milik deve aiutarsi da solo e trovare la forza di uscirne. Di lì, i compagni lo aiuteranno, ma deve prima farcela da solo”. 

A.M.