Dall’etichetta di “nemico della Juventus” alle avventure sulle panchine di Roma e Pescara: ripercorriamo le varie tappe della lunga carriera di Zdenek Zeman, che resta in attesa di una nuova panchina

Zeman calciomercato
Zdenek Zeman (Getty Images)

Definire Zdenek Zeman semplicemente un allenatore è riduttivo. Il boemo è un autentico personaggio, cresciuto negli anni a forza di battaglie apparentemente impossibili come quella contro il doping, il ‘Palazzo’ e in generale in favore della giustizia nel mondo pallonaro. Si porta dietro l’etichetta di “nemico della Juventus“. Proprio lui, arrivato in Italia grazie allo zio Vycpalek, ex giocatore e due volte campione d’Italia alla guida della vecchia Signora.

Sotto il profilo sportivo, il boemo è definito l’ultimo degli integralisti: inamovibile 4-3-3, condito da un gioco verticale, fase offensiva top a beneficio dello spettacolo, meno quella difensiva. “L’importante è fare un gol più dell’avversario”, la sua filosofia. Zeman divide: o sei con lui o contro. Non esiste una via di mezzo.

La storia recente ci porta a Pescara, dove vince il campionato di Serie B, al termine di una splendida stagione, condita da 83 punti in 42 partite, 90 i gol realizzati, 55 quelli subiti. Bentornata Zemanlandia! È la stagione 2011/2012, quella squadra partorisce, tra gli altri, giocatori come Immobile, Insigne e Verratti, quest’ultimo pescarese doc.

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Calciomercato, Zeman resta in attesa di una nuova avventura: le sue ultime esperienze

A luglio dello stesso anno il ritorno nella Roma, a distanza di 13 anni. La proprietà americana punta sull’effetto Z per rilanciare la piazza, ma non ottiene i frutti sperati. Il tecnico viene esonerato a febbraio del 2013 dopo il ko interno con il Cagliari, con i giallorossi ottavi in classifica. Lo scarso feeling con qualche big è stato decisivo per le sorti dell’allenatore.

Nel 2014 approda sulla panchina del Cagliari, per volontà del nuovo patron Giulini. L’accoglienza è ottima ma la stagione diventa turbolenta. A dicembre viene sollevato dall’incarico, complici i scarsi risultati. Fatale la sconfitta in casa della Juventus. Viene sostituito da Zola, ma a marzo viene richiamato per la missione salvezza. Ad aprile decide di dimettersi dopo 4 ko di fila.

A giugno firma per il Lugano, appena promosso nella massima serie svizzera. Zeman chiude con la salvezza e la finale di Coppa elvetica, persa contro lo Zurigo. A fine stagione non rinnova per mancanza di chiarezza da parte della società sui progetti futuri.

Il tecnico boemo sta fermo per tre anni, fino a febbraio 2017 quando torna al Pescara, al posto dell’esonerato Oddo. Firma le 1000 panchine in carriera. Alla fine però la squadra retrocede. Malgrado questo viene confermato per la stagione successiva, ma a marzo 2018 viene esonerato. Zeman è in attesa di una nuova avventura. “Voglio lavorare, ma qualcuno non la pensa così”, le parole del boemo.

Q.G.