eAl via il concorsone per i navigator che aiuteranno i beneficiari del reddito di cittadinanza. Con un’adesione di aspiranti davvero elevatissima

concorso navigator Fiera di Roma
Fiera di Roma – Ingresso Nord (Nicholas Gemini – Wikimedia Commons)

Oltre 54mila candidati si sono presentati questa mattina alla Fiera di Roma per partecipare all’atteso concorso con cui troveranno lavoro 2980 nuovi Navigator. Una figura importante, a supporto della seconda fase del reddito di cittadinanza, che prevede la convocazione dei beneficiari del sussidio. Il numero iniziale è già stato scremato in partenza di circa 20mila partecipanti, i quali non sono stati ammessi alle prove per mancanza di requisiti. Di questi, circa un centinaio hanno fatto ricorso contestando la procedura secondo cui in ogni regione era previsto un numero chiuso diverso e requisiti diversi. In particolare, è emerso che in alcune regioni fosse richiesto un voto di laurea di minimo 100 e in altre di minimo 105.

Il giudice del lavoro di Catania Giuseppe Tripi ha accettato il ricorso affermando che “la concreta ammissione dei singoli candidati finisce per dipendere da fattori casuali, aleatori e non predeterminabili. Ad esempio quelli dipendenti dal numero di candidati che avranno richiesto di partecipare in relazione a ciascuna provincia. Con conseguente svilimento del requisito del più alto voto di laurea, diversamente valorizzato a seconda del contesto provinciale di riferimento”. L’episodio apre certamente le porte al potenziale reintegro nel concorso di 20mila candidati col sogno di un posto da Navigator da tremila euro al mese per due anni accanto agli attuali precari dell’Anpal.

Navigator reddito di cittadinanza: la beffa del concorso per gli addetti Anpal

I navigator selezionati a seguito del concorso dovrebbero entrare in servizio già a partire dal 24 giugno. Visti i tempi strettissimi, difficile aspettarsi che questa scadenza possa essere rispettata.

Ci si aspetta che saranno quindi ancora una volta gli addetti Anpal Servizi, l’Agenzia del Ministero del Lavoro per le Politiche attive che si occupa di gestire parte dei centri per l’impiego, che dovranno affiancare i centri stessi. Ma sui 1100 addetti Anpal, 654 sono da tempo precari. Questo significa che coloro che dovranno aiutare i cittadini beneficiari del reddito di cittadinanza a trovare una nuova occupazione saranno in gran parte essi stessi vittime del precariato. Un vero e proprio paradosso, figlio di una legge che, pur nelle intenzioni più benefiche, ha evidenziato parecchie lacune.