Un 40enne percepiva regolarmente il Reddito di Cittadinanza anche se in effetti faceva l’usuraio: la punizione per lui è stata esemplare

reddito di cittadinanza Sala Consilina
Sala Consilina (screenshot Google – foto Giovanni Selvaggio)

Reddito di Cittadinanza a un usuraio: incredibile in Campania. Un uomo, un 40enne pregiudicato, risultava nelle condizioni tali da potere ricevere il beneficio dello Stato, ma in effetti svolgeva la “professione”, se così la si vuol chiamare, di usuraio. Per lui sono scattate le manette a seguito della denuncia di un imprenditore di Vallo di Diano stremato dalle continue e interminabili richieste di denaro.

Qualche tempo fa, la vittima aveva chiesto un prestito di mille euro e in pochi mesi aveva restituito oltre il triplo della somma iniziale. Causa tassi di interesse sempre più alti (a volte gli strozzini possono giungere anche al 300%), il debito davvero sembrava non finire mai. Le forze dell’ordine, ancora una volta, sono riuscite ad intervenire in tempo e a mettere la parola fine alle pressioni del pregiudicato che subirà una pena non solo per usura e estorsione, ma anche per truffa ai danni dello Stato, visto che oltre a fare l’usuraio percepiva anche il reddito di cittadinanza.

Non era la prima volta che il commerciante subiva le richieste insistenti del quarantenne. Tempo prima aveva dovuto vendere diversi beni, suoi e della sua famiglia, per ripagare un altro debito. Questa volta si trattava della somma di 6000 euro, ma nell’arco di 6 mesi ne erano stati restituiti all’incirca 10000.

Reddito di Cittadinanza, i truffatori rischiano fino a 6 anni di galera

Il reddito di cittadinanza è una norma nata qualche mese fa. Controversa da una parte e valutata con entusiasmo dall’altra, vedi Pd e M5s, quanto accaduto rappresenta un ulteriore caso di “sgarro” sempre in Campania. La normativa stabiliva che i trasgressori, ovvero coloro che avessero dichiarato un Isee più basso soltanto per ricevere il beneficio, avrebbero subìto pene molto severe finanche la galera fino a sei anni.

Molte persone, intimorite da ciò, hanno affollato le sedi e contattato ripetutamente il Call Center Inps dedicato pur di non incorrere in sanzioni gravi o pene drastiche. Qualcuno si è creduto più furbo e ha deciso invece di ricorrere all’imbroglio. Quanto detto rappresenta il secondo caso di truffa in tal senso. Ma si suppone ce ne potrebbero essere diversi altri e non solo concentrati al sud Italia.