Uno scherzo destinato a chi sperava di usufruire del reddito di cittadinanza: a Genova dei volantini goliardici che ora però potrebbero portare guai

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Luigi Di Maio (Getty Images)

Il reddito di cittadinanza è una misura assistenziale attesa da tanti, perché può dare respiro a tante famiglie in difficoltà che non riescono ad arrivare a fine mese. Ma nel corso del tempo le battaglie del Movimento 5 Stelle sono diventate oggetto di scherno e anche di qualche goliardata, come ad esempio è accaduto in Liguria, con un Pesce d’Aprile che ha fatto diverse “vittime”. Genova si è svegliata stamattina tappezzata di volantini, con tanto di numero verde dell’INPS, che invitavano i cittadini del capoluogo ligure a presentarsi alle Poste per ritirare la carta postepay necessaria per riscuotere il reddito di cittadinanza. Senza più limitazioni, senza più restrizioni di ISEE e di effettivo bisogno. Tutti, ma proprio tutti, avrebbero potuto finalmente ricevere il reddito senza più dover fornire alcuna garanzia in merito. Peccato che si trattava solo di un terribile scherzo.

Genova, il pesce d’Aprile sul reddito di cittadinanza: guai in vista?

In tanti hanno intravisto la possibilità di usufruire del reddito di cittadinanza pur senza essere al di sotto della soglia di povertà, ma purtroppo per loro era solo un Pesce d’Aprile in grande stile. Ad un’attenta lettura del volantino stesso ci si rendeva conto che i ministri dei dicasteri interessati Di Maio e Tria erano diventati lo sconosciuto Luigi De Majo e il Umberto Curti, noto a Genova come esperto di Turismo. Ma come tutti gli scherzi “troppo” riusciti, adesso per i buontemponi genovesi potrebbero iniziare i guai. Il goliardico volantino è diventato oggetto di indagine da parte della Polizia di Stato, che sta cercando di capire se può configurarsi qualche ipotesi di reato per chi ha messo in atto questo riuscito scherzo. Grattacapi giudiziari in vista per gli autori del Pesce d’Aprile?