L’agenzia AGI ha effettuato un’opera di fact-checking sulle parole del M5S in merito al reddito di cittadinanza

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Luigi Di Maio (Getty Images)

Le parole di Carlo Calenda sul reddito di cittadinanza fanno discutere: l’agenzia AGI ha verificato che quelle affermazioni fossero corrette

“Nulla di tutto ciò di cui si parla in merito al reddito di cittadinanza è presente nella manovra, o almeno non lo è nei termini in cui era stato presentato in campagna elettorale”. Parole forti, quelle di Carlo Calenda, che domenica scorsa aveva attaccato così la progaganda del Movimento 5 Stelle in merito ad una promessa che era stata cruciale nel corso dell’ultima campagna elettorale. Ora sembrano esserci grossi problemi nella realizzazione, cosa che sta rinfocolando le rimostranze del PD e degli altri partiti di opposizione. In particolare Calenda ha accusato il Movimento di non star mantenendo quanto aveva promesso ai suoi elettori, e in tal senso l’AGI ha fatto un fact-checking (verificare se le affermazioni di un dato personaggio sono corrette, ndr) ed ha evidenziato cosa viene effettivamente rispettato in ciò che c’era scritto sul programma elettorale del M5S, risalente allo scorso marzo.

Nel materiale informativo pubblicitario – riporta l’AGI – il Movimento aveva promesso di dare a “ben 9 milioni di italiani” il reddito di cittadinanza di 780 euro, per chi ha reddito uguale a zero, un reddito che sarebbe stato poi moltiplicato per tutti i componenti della famiglia. Per cui, si legge, “una famiglia di 4 persone può arrivare a percepire anche 1950 euro”. In realtà c’è difficoltà nel reperire la cifra di 16 miliardi di euro necessaria per rispettare questa promessa, anche perché secondo altre stime la cifra necessaria sarebbe stata di oltre 30 miliardi di euro.

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Reddito di cittadinanza, cosa c’è nel contratto di governo e cosa nella riforma

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Luigi Di Maio (Getty Images)

Nel contratto di governo stipulato da M5S e Lega si ripetono sostanzialmente le promesse elettorali. Ma al momento, nella legge di Bilancio per il 2019 che è in discussione alla Camera e che deve essere approvata dal Parlamento entro fine anno, il reddito di cittadinanza non c’è. Questo perché il governo è attualmente impegnato in una trattativa con la Commissione europea per rimodulare la manovra in modo tale da evitare le sanzioni che potrebbero arrivare dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, avviata il 21 novembre scorso.

Si pensa che le misure sul RDC dovrebbero essere rinviate forse ad aprile, ma anche nel programma le cifre stanziate sarebbero parecchio inferiori: parliamo di circa 6,5 miliardi di euro a fronte dei 16 inizialmente preventivati. Anche perché, stando al Documento programmatico di bilancio, la platea di potenziali beneficiari sarebbe significativamente inferiore rispetto a quella tracciata in fase di campagna elettorale dal Movimento. In ogni caso – sottolinea l’AGI – si può dire che le affermazioni di Calenda abbiano un fondamento e che effettivamente il governo attualmente stia discutendo del reddito di cittadinanza in termini sostanzialmente diversi da quelli della campagna elettorale.