Gillet con la maglia del Belgio (Getty Images)

Ripercorriamo una parte della carriera dell’estremo difensore belga, lo straniero con più presenze nella storia della Serie B.

Jean François Gillet, classe 1979, è uno dei portieri più forti e longevi della storia della Serie B. L’attuale estremo difensore dello Standard di Liegi, ha iniziato la sua carriera proprio con la squadra belga, con la quale ha fatto il suo esordio nella stagione 1996/1997, neanche diciottenne. Resta con la maglia della squadra della sua città fino al 1999, quando si trasferisce al Monza, nella Serie B italiana. In quel momento inizia la stupenda avventura di Gillet in Italia. Titolare nella prima stagione in Lombardia, non sfigura, subendo 40 gol in 33 partite, ma soprattutto dimostrando grandi doti di reattività e un’innata qualità nel parare i rigori.

Serie B, Gillet: Bari andata e ritorno

Gillet con la maglia del Bari (Getty Images)

Dopo il Monza, Gillet si trasferisce a Bari, per la prima esperienza di quella che sarà una storia d’amore infinita fra il belga e la squadra pugliese. Fa il suo esordio in A, poi resta nel campionato cadetto nonostante la retrocessione fino al 2003, quando passa al Treviso. Ma la mancanza del capoluogo pugliese è troppo forte e il classe 1979, nell’estate del 2004 torna al San Nicola, dove resterà fino al 2011 sempre come portiere titolare. Il momento più alto della sua esperienza in biancorosso inizia però dal 2008 quando, la squadra guidata da Antonio Conte raggiunge l’obiettivo promozione e il belga subisce solamente 30 gol in 40 partite. Nelle due annate successive, la squadra allenata di Ventura si toglie molto soddisfazioni, dal doppio pareggio contro l’Inter del triplete, alla vittoria casalinga contro la Juventus firmata Almiron. Gillet tornerà poi in B soltanto nel 2015 con la maglia del Catania, ultima squadra italiana prima del ritorno a Liegi. Il pararigori belga è lo straniero con più presenze nella storia della Serie B, ben 357, che gli valgono anche il 25esimo posto nella classifica generale.

Giorgio Trobbiani