A Padova scoppia il caso Zsolt Laczkó

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:30

Laczko

SERIE B PADOVA LACZKO’ – Scoppia in casa Padova il caso Zsolt Laczkó . Il giocatore ungherese e’ ormai ai ferri corti con la societa’ biancoscudata, la causa di tutto sembra essere il suo scarso utilizzo.

Il laterale sinistro e’ intervenuto a padovagoal.it dichiarando: “Il 26 gennaio abbiamo giocato la prima gara di quest’anno, nella quale sono stato schierato dall’inizio. In quel momento nulla lasciava presagire che il 5 febbraio mi avrebbero convocato e comunicato che avrei potuto partecipare agli allenamenti ma nelle rimanenti partite di campionato non sarei più sceso in campo. Dire che sono rimasto scioccato è un eufemismo. Fino ad allora non mi era neppure balenata l’idea di andar via, ma ora sì. Alla luce di quanto successo mi sono fatto un’opinione dei dirigenti del club, e non è lusinghiera. Non capisco perché mi paghino, visto che non mi fanno giocare. Non vogliono neppure saperne di annullare il contratto. Quando il direttore sportivo mi ha comunicato la decisione, non ha osato guardarmi negli occhi, e da allora non risponde al telefono né a me né al mio procuratore, e sono riuscito a parlargli di recente soltanto andando a cercarlo alla sede del club. Tutto questo mi dispiace perché ho dato il massimo per il Padova, il che non posso dire di alcuni miei compagni di squadra: anzi, alcuni hanno cospirato contro l’ormai esonerato allenatore Bortolo Mutti, naturalmente, loro possono tranquillamente giocare, io solo allenarmi. Finora non ero mai finito in una situazione simile, e certamente non me lo auguro per il futuro. Sicuramente anch’io ho fatto partite scadenti, ma non è certo a causa mia che la squadra è messa male in classifica. Sento che avrei meritato maggior rispetto. Sembra tutto uno scherzo ma è la verità. “In gennaio avrei avuto diverse possibilità di un trasferimento, ma non mi passava neanche lontanamente per la testa di andarmene. Adesso sto considerando la Russia, l’Ucraina e tre-quattro altri campionati, se mi facessero una proposta e gli italiani mi lasciassero andare. E’ un brutto momento, se devo trovare qualcosa a cui aggrapparmi mi dico: al massimo quattro mesi e poi via da Padova”.