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Spezia, Cagni attacca la società

Gigi Cagni (getty images)

SPEZIA CAGNI SOCIETA’ / LA SPEZIA – Gigi Cagni si congeda (forse definitivamente) dallo Spezia e, con toni a volte velatamente polemici, saluta anche la società, che qualche mese fa lo ha chiamato a prendere in mano le redini della squadra. Ecco le sue dichiarazioni riportate da cittadelladellospezia.it: “Per me la cosa più bella è il rispetto dei tifosi. Lo striscione in curva è stato una grossa sorpresa, e mi ha fatto enorme piacere. Il tifo è passione, io vivo il calcio da 60 anni, è troppo bello, e la cosa più bella è che ovunque vado non vengo mai contestato come uomo. Come allenatore posso essere giustamente criticato, ma come uomo sono sempre stato rispettato. Ho allenato sia la Sampdoria sia il Genoa , io vivo a Genova e non ha mai subìto una contestazione, questo per me è fondamentale. Qui alla Spezia in soli tre mesi da solo non ho fatto niente, ai giocatori ho detto che da loro ho imparato tante cose. Sono stati professionali con me. Ci siamo anche litigati ma alla fine ci siamo capiti. Ringrazio il mio staff: Paolo Giordani preparatore, Luca Salvalaggio, Roberto Aliboni, il team manger, ma anche i massaggiatori, i fisioterapisti, i magazzinieri, non puoi fare risultati se non hai queste persone vicine. Mi dispiace molto per la contestazione a Vitale e Cipollini, con Vitale ho lavorato all’Empoli, abbiamo fatto un finale bello. Io non so cosa succederà, ma oggi non ho visto né sentito nessuno, ho 63 anni non sono un ragazzino. Rispetto le scelte anche se non le condivido. Ringrazio in ogni caso la società che mi ha dato fiducia. Ma a Volpi, a Lamberto Tacoli, a Andrea Corradino, a tutti quelli che ho conosciuto, faccio un grossissimo in bocca al lupo. Se devo dare un consiglio, è importante che il presidente sia presente se vuoi vincere. Deve intervenire quando c’è bisogno. E poi i vertici dello Spezia non devono avere fretta. Le squadre che vanno su quest’anno sono due o tre anni che ci provano. Ho schierato il giovane Albaraccin, ma deve costruirsi la forza se vuole fare il calciatore. Ho consigliato a Piccini di andare, ma non a Firenze. Ah, chiudo con un altro consiglio a Volpi: rimetta l’erba al Picco, non si può giocare a calcio sulla plastica”.

Marco Macca

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