E’ il giocatore più ‘anziano’ della Serie B, Andrea Pierobon: portiere, classe ’69, 44 anni a luglio, da otto stagioni milita nel Cittadella in cui aveva già mosso i primi passi da calciatore negli anni ’80. Finora in questa stagione era rimasto a guardare, ma l’espulsione di Cordaz contro il Novara e la sua successiva squalifica gli hanno permesso di scendere in campo per due partite. L’estremo difensore si è raccontato in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’, spiegando di non avere necessariamente intenzione di mollare: “Per ora non sento la fatica. Quando non riuscirò ad andare come gli altri, capirò che è il momento di smettere. A Cittadella sono nato, ho messo su famiglia. Abito a 500 metri dallo stadio, la mia vita è sempre stata casa e campo. Il mio unico rimpianto: avrei potuto andare in Serie A con il Venezia di Novellino, ma volevo giocare di più e ho scelto la Spal. La papera che non dimentico? In testa resta sempre l’errore più recente: sul terzo gol di Buzzegoli contro il Novara. I modelli? Sono cresciuto col mito di Zoff, mi piaceva Peruzzi, oggi stravedo per Handanovic”. La lunga militanza di Pierobon nel Cittadella lo accomuna al suo allenatore, Foscarini: “Sono l’unico superstite della sua prima squadra, quella di 8 anni fa. Il destino ci unisce. Parlerò con la società a campionato finito, poi deciderò che cosa fare da grande. Vorrei restare come preparatore dei portieri. Cosa significa oggi essere una bandiera? Qualcosa di cui andare orgogliosi. Non molti ci riescono: Totti, Maldini, Pierobon…”.