Verona, Bordin: ”Ritiro? Ci ha caricato in vista di domani”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:59
Roberto Bordin

 

Roberto Bordin, che sostituisce Andrea Mandorlini sulla panchina del Verona, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match col Modena. Ecco le sue parole, riportate dal sito ufficiale del Verona: ”Partita molto difficile, una squadra che sta bene, ha recuperato molti punti ed è in piena zona playoff. Una gara da prendere con le molle. Il ritiro? La società e l’allenatore hanno fatto questa scelta per preparare al meglio l’ultima partita del 2012 e chiudere bene l’anno. E ci stiamo preparando bene perché vogliamo vincere. Abbiamo rivisto la gara di Empoli e non è stata così brutta come ci era sembrata dal vivo. Ci sono stati degli errori in fase di interdizione, abbiamo perso molti contrasti e purtroppo la gestione di alcune situazioni offensive non è stata perfetta con Grossi e Hallfredsson. Come era già successo a Vercelli, dobbiamo fare meglio l’ultimo passaggio prima di concludere. Contro il Modena vogliamo fare una grande prestazione, come quella con l’Ascoli. Ci vuole una grande voglia di vittoria, va sfruttato al massimo il fattore campo, perché i nostri tifosi ci spingono a dare di più. Laner e Martinho assenti? Mancano soprattutto per le partite ravvicinate, 6 in 20 giorni. E’ un problema non poter far rifiatare dei giocatori. Gli altri centrocampisti stanno facendo un lavoro grosso, loro mancano per dare il giusto ricambio. Cacia-Cocco insieme? E’ una situazione che possiamo tenere in considerazione, ci serve per dare più peso in attacco. Vedremo quale sarà il modulo migliore da attuare. Mandorlini? Mi ripeto con quello detto in questi giorni: il lavoro si prepara in settimana, in partita i ragazzi sanno cosa devono fare. Io mi limito a sostenere la squadra per degli accorgimenti. La responsabilità di vincere della squadra? Il gruppo è costruito per un obiettivo, queste pressioni devono fare bene, non servono se diventano apprensione. E chi gioca all’Hellas sa che queste pressioni ci sono e bisogna saperle gestire”.

Marco Orrù