Il vicepresidente del Bari Antonio Matarrese torna a lanciare l’allarme per il futuro della società: “La gente vuole che la nostra famiglia vada, si tolga dai piedi – si legge sulla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ -. Non hanno capito però che senza la famiglia Matarrese, l’AS Bari è morta. Non c’è nessuno che si è fatto avanti, tranne De Bartolomeo, nessuno ha mai dimostrato interesse per rilevare la società. Solo all’erario dobbiamo 20 milioni di euro spalmati su cinque anni. Cinque milioni all’anno sono troppi anche per noi. Il Bari non fallirà mai. Ma noi non possiamo pagare all’infinito. Abbiamo commesso degli errori in passato, è vero, e per questo stiamo pagando. Ribadisco, attingendo ai patrimoni personali. Oggi tutti vogliono in cambio dei soldi garanzie dalla famiglia. Un’idea, però, c’è: spalmare i debiti su un periodo più lungo, che ci consentirebbe di essere anche più appetibili sul mercato. Noi meridionali siamo abituati a soffrire e lottare, sperando di non esser lasciati da soli. Ci sono troppe persone che vogliono distruggere per il solo gusto di vedere distrutta una storia. Il nostro impegno, adesso, è finalizzato esclusivamente a salvare la società. Io parlo col cuore, vivo giorni di grande e profonda amarezza, di preoccupazione. C’è poco da ridere: la situazione del calcio pugliese professionistico è tragica. In questi momenti di turbolenza cerchiamo di tenere accesa una fiammella, sperando che diventi una fiamma. A gennaio faremo l’unica cosa che si può fare quando servono soldi”.