Padova, Cuffa e quel ritorno da sogno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:05
Claudio Matias Cuffa

 

Il calcio, si sa, offre sempre delle storie meravigliose. A Padova, in questi giorni ne è andata in scena una molto romantica, conclusa con un lieto fine. Ecco la storia. Claudio Matias Cuffa è un centrocampista argentino classe ’81, arrivato in Italia circa 11 anni fa per giocare nel Monselice, club della provincia di Padova che partecipava all’Eccellenza regionale veneta. La sua scalata è partita da lì e girovagando per l’Italia tra Serie D, C2 e C1, è approdato al Padova nel 2009, in Serie B. Un giro largo per tornare da dove aveva iniziato, seppur adesso si parli di campionato cadetto. 99 presenze e 14 gol in tre anni. Capitano e mente della squadra, ha resistito anche alle numerosi rivoluzioni dell’organico patavino nel corso di questi anni. Fino al 30 giugno scorso, quando il suo contratto era giunto alla naturale scadenza. Fino all’ultimo si è cercato un accordo, ma niente da fare. L’idolo dei tifosi biancorossi ha dovuto lasciare la squadra. Svincolato. Così ha trascorso l’estate Matias, che è stato al centro di tante voci di mercato, cercato da mezza Serie B. Arriva il 31 agosto e ancora l’argentino non trova squadra, ma essendo svincolato lui può essere tesserato anche dopo quella data. E qui arriva il colpo di scena. In un paio d’ore, Cuffa e il Padova trovano l’accordo per il ritorno in biancoscudato. Era l’1 settembre, il giorno dopo la chiusura del mercato. Grande gioia tra i tifosi. Cuffa si allena come al solito per farsi trovare pronto dal tecnico Pea e domenica scorsa è arrivato il suo secondo debutto con la maglia del Padova. Entra al 16′ di Padova-Grosseto, col risultato di 1-0 per i toscani e un minuto dopo il suo ingresso, mette dentro di testa un pallone calciato da calcio d’angolo da Cutolo. E’ L’apoteosi all’Euganeo. Il figliol prodigo non solo è tornato a casa, ma ha anche segnato il gol del pareggio di una gara che stava diventando molto critica. Ora Cuffa è tornato a casa e farà di tutto per restarci a lungo, cercando di regalare ai suoi tifosi altre emozioni come quella di domenica scorsa. Sperando in un risultato diverso.

di Marco Orrù