E’ quando giocatori come Marco Verratti dichiarano di voler rinunciare alla fama e al prestigio di grandi Club di Serie A, che si capisce il valore sportivo e umano di Zeman.
Il giovane centrocampista del Pescara, ancora fresco dei festeggiamenti per la promozione in A raggiunta con la sua squadra, lungi dall’accettare proposte più che allettanti da squadre del calibro di Juventus o Napoli, ha scelto e chiesto di poter rimanere ancora un anno con la sua squadra e con il suo mister: “Grandissimo allenatore e soprattutto grandissima persona”. Atteggiamento nient’affatto strano da parte di chi ha giocato il calcio del boemo, da molti definito il calcio tout-court, prevalentemente offensivo, fatto di fatica e di possesso palla.
Un calcio che spedisce chi lo gioca in Nazionale, come è accaduto allo stesso Verratti chiamato da Prandelli per il raduno della Nazionale a Coverciano, fra i 32 papabili candidati a disputare gli imminenti Europei di calcio. Il coronamento di una stagione giocata a grandissimi livelli, a centrocampo, davanti alla difesa, ruolo che Zeman ha scelto per lui, guadagnandosi l’appellativo di “nuovo Pirlo”, in uno schema che ha portato il Pescara a segnare fin’ora 89 reti.
Stella Fagioli
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