Sampdoria, Iachini chiede ancora tempo per migliorare la squadra

Beppe Iachini

 

Qualche minuto fa abbiamo seguito in diretta la conferenza stampa dell’allenatore della Sampdoria Giuseppe Iachini, alla vigilia della partita contro la Juve Stabia.

Da quel che si evince dalle sue parole, la squadra blucerchiata è ancora in fase di studio, come se fosse in stand by. Recepire i dettami tecnici e tattici di un nuovo allenatore e le sue metodologie richiede tempo ed è proprio quello che ha chiesto il mister marchigiano. Tempo. E’ sta la parola più usata nella mezzora di conferenza. Il concetto è stato successivamente ampliato quando si è parlato della Juve Stabia e del suo allenatore. Mister Braglia ha in mano la squadra dallo scorso campionato in Prima Divisione e nel salto in Serie B i giocatori sono rimasti più o meno gli stessi, salvo qualche modifica soprattutto nel reparto avanzato. Proprio il fatto di avere una continuità e una conoscenza datata, ha permesso alle ‘vespe’ di disputare fin qui un ottimo campionato e il tecnico della Sampdoria Iachini ha voluto prendere come esempio questo fatto, per spiegare che tre settimane di lavoro sono ancora poche per giudicare il suo operato.

Di quanto tempo ha bisogno il nuovo staff tecnico per apportare le modifiche da loro auspicate? Iachini ha dato tempo due mesi per far si che la Samp diventi una squadra come si deve. Certo però che in questi mesi si deve migliorare gara dopo gara e soprattutto portare a casa più punti possibili, perchè se il ruolino di marcia del club genovese rimane questo, sarà difficile fra due mesi parlare ancora di Serie A.

Infine il mercato. Argomento evitato in parte da Iachini, che invita tutti a pensare esclusivamente alle prossime due partite contro Juve Stabia e Pescara e solo dopo concentrarsi sul mercato. Non avverranno rivoluzioni perchè, sempre secondo il mister doriano, la squadra ha mostrato solo il 50-60% del proprio potenziale.

Staremo a vedere. Domani c’è la prima verifica per vedere a che punto è la ‘guarigione’ della Sampdoria.

di Marco Orrù

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