Giovanni+Malag%C3%B2%3A+Nuovo+Presidente+della+FIGC.+Il+Commiato+di+Antonio+Gozzi
seriebnewscom
/2026/06/24/giovanni-malago-nuovo-presidente-della-figc-il-commiato-di-antonio-gozzi/amp/
Notizie

Giovanni Malagò: Nuovo Presidente della FIGC. Il Commiato di Antonio Gozzi

Un’assemblea a Roma, volti noti del nostro calcio, l’aria delle grandi decisioni. In mezzo, una stretta di mano che segna un passaggio d’epoca: il saluto di chi ha dato molto e l’ingresso di chi, ora, deve prendersi la responsabilità di guidare un mondo intero.

La capitale si sveglia presto quando chiama il pallone. Oggi l’attenzione corre verso l’assemblea federale. Sedie in ordine, taccuini aperti, sguardi che pesano ogni parola. È il rito, antico e necessario, con cui il nostro calcio italiano prova a raccontarsi e a riformarsi.

Prima di arrivare al centro, conviene fermarsi un attimo sul contesto. La FIGC non è solo una sigla. È un sistema che comprende oltre un milione di tesserati, migliaia di società, quartieri e province dove il calcio è infrastruttura sociale. Lì nascono i sogni. Lì si misurano anche i conti. L’assemblea che vota il presidente mette insieme leghe professionistiche e mondo dilettantistico, calciatori, allenatori e arbitri, con pesi elettorali diversi. È una geografia precisa, fatta per garantire equilibrio tra vertice e base.

Eppure, ogni elezione è anche un atto emotivo. Si misurano credibilità, fiducia, idee. Si percepisce se c’è una rotta chiara. O se si naviga a vista.

Perché questa elezione conta

Perché oggi si parla di impianti da rinnovare, di sostenibilità dei club, di vivai da proteggere, di competitività europea e della salute delle nostre nazionali. Le scelte della governance pesano: calendari, riforme dei campionati, criteri di iscrizione, investimenti nel settore giovanile. Tutto si tiene. E i numeri non perdonano: senza stadi moderni, ricavi stabili e formazione tecnica, si arretra.

A metà mattina arriva la notizia che rimbalza tra i corridoi: è stato eletto presidente della FIGC Giovanni Malagò. La segnalano ambienti federali presenti ai lavori. Al momento della pubblicazione non risultano ancora comunicazioni ufficiali pubblicate sui canali istituzionali; l’informazione, quindi, resta da considerare in attesa di conferme formali. Se confermata, sarebbe una svolta. Malagò guida il CONI dal 2013, ha attraversato cicli olimpici complessi e festeggiato il record di medaglie a Tokyo. È abituato a tenere insieme interessi diversi, a lavorare sui dettagli, a cercare soluzioni pratiche. Qui, nel calcio, lo aspettano dossier urgenti e un tavolo molto affollato. Restano da chiarire anche eventuali profili di incompatibilità e la composizione della nuova squadra federale.

Il saluto di Antonio Gozzi

In sala c’è anche Antonio Gozzi, presidente della Virtus Entella e imprenditore con lunga esperienza. Il suo commiato suona come una carezza e un richiamo. Parla di club che vivono di territorio e di settore giovanile, di conti da rispettare, di un calcio che deve tornare a essere ascensore sociale e non roulette. Conosce le stagioni della Lega Pro, i chilometri delle trasferte, la fragilità di chi sta nel mezzo: troppo grande per chiamarsi dilettantismo, troppo piccolo per sentirsi al sicuro. Non circolano, per ora, testi integrali del suo intervento; il senso che trapela è quello di un saluto misurato, concentrato sul merito e sulla responsabilità condivisa.

Qui sta il punto che riguarda tutti. Le elezioni passano, le agende restano. Il valore di una presidenza si misura nell’aria che cambia nei campi d’allenamento della periferia, negli spalti pieni di famiglie la domenica, nei bilanci che non tremano a fine stagione. Sarà cruciale far dialogare Serie A e base, tecnologia e formazione, diritti tv e scuole calcio. Con tempi certi e obiettivi trasparenti.

Intanto Roma sfuma in un pomeriggio ordinario. Chi esce dall’assemblea chiude il soprabito e pensa al primo impegno che lo aspetta. Anche noi, fuori dai palazzi, possiamo fare la nostra parte: scegliere di restare esigenti, ma non cinici. Di cosa vorremmo parlare, tra un anno, quando riapriremo quel portone? Di un calcio più vero, forse. O, almeno, di una promessa mantenuta.

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

Published by
Simone Tortoriello

Recent Posts

UFFICIALE: Alessandro Bellemo si unisce alla squadra biancorossa del L.R. Vicenza fino al 2027

L'R. Vicenza annuncia l'acquisto definitivo del centrocampista Alessandro Bellemo, un tassello fondamentale per il futuro…

1 mese ago

Andrej Pogacar: un nuovo capitolo in giallorosso

L'US Catanzaro 1929 accoglie un nuovo giocatore, Andrej Pogacar. Un giovane talento internazionale che promette…

1 mese ago

Silvio Merkaj: nuovo acquisto ufficiale della squadra biancorossa L.R. Vicenza fino al 2029

L.R. Vicenza accoglie l'attaccante Silvio Merkaj fino al 2029, una mossa che segna un impegno…

1 mese ago

Sergiu Perciun: “All’Ascoli potrò crescere, felice di essere qui” – Conferenza settimanale Ascoli Calcio

Sergiu Perciun, nuovo attaccante dell'Ascoli Calcio, promette di crescere e contribuire alla squadra. Arrivato dal…

1 mese ago

Calciomercato Ascoli Calcio: l’attaccante Brunori diventa bianconero in un colpo grosso

L'Ascoli Calcio accoglie l'attaccante Matteo Luigi Brunori, prelevato dal Palermo FC. Un colpo di mercato…

1 mese ago

Emanuele Torrasi: trasferimento definitivo al Catania Football Club confermato

Emanuele Torrasi, centrocampista di precisione e ordine, lascia la Juve Stabia per unirsi al Catania…

1 mese ago
'