Frosinone e Monza rispondono al Venezia capolista. Bari in crisi, pari tra Empoli e Reggiana: il punto sul 25° turno.
Non si scappa: chi vuole restare in alto deve rispondere colpo su colpo. E così è stato. Dopo il successo del Venezia capolista, Frosinone e Monza fanno il loro dovere e tengono aperta la corsa. Nessun ribaltone in classifica, ma un messaggio chiaro: la pressione non spaventa nessuno.
Al Picco il Frosinone di Alvini si impone 2-0 sullo Spezia di Donadoni in una partita meno lineare di quanto dica il risultato. La sblocca Kvernadze al 37’, la chiude Ghedjemis nella ripresa. Nel mezzo, però, c’è una partita nervosa, spezzettata, con due rigori prima concessi e poi revocati dal Var ai liguri. Episodi che pesano, eccome, soprattutto quando la classifica comincia a fare rumore. Sugli spalti anche Pio Esposito, presente per sostenere i suoi ex compagni: un dettaglio romantico in una serata che, per lo Spezia, lascia soprattutto rimpianti.
Il Frosinone resta così secondo a quota 52, a un solo punto dal Venezia. Una rincorsa che non concede pause e che, a questo punto della stagione, somiglia più a una maratona di nervi che a una questione puramente tecnica.
Risponde anche il Monza, che all’U-Power Stadium ribalta la Juve Stabia e conferma di avere profondità e carattere. Finisce 2-1, ma la partenza è tutta in salita per i biancorossi. Dopo appena due minuti l’ex Mosti approfitta di un errore pesante di Thiam e porta avanti gli ospiti. Sembra la serata storta, invece è solo l’inizio di un’altra storia.
Hernani, il solito Hernani, rimette tutto in equilibrio al 50’. Poi dalla panchina si alza Petagna, entra e decide. Il 2-1 al 63’ è il segnale che il Monza non intende recitare un ruolo da comparsa in questa volata. Gli uomini di Abate si fermano dopo nove risultati utili consecutivi, ma escono comunque con la sensazione di aver giocato a viso aperto. I brianzoli restano terzi con 51 punti, uno in meno del Frosinone e due dalla vetta: margini sottili, ma ancora tutto in gioco.
Se in alto si corre, in basso si fatica. E parecchio. Il Bari cade ancora, questa volta al San Nicola contro il Sudtirol. Finisce 2-1 per gli ospiti: Merkaj apre nella ripresa, poi l’autogol di Mane complica ulteriormente la serata dei pugliesi. Non basta la perla di Rao all’80’, una rete splendida che accende lo stadio ma non cambia il destino della gara. È il terzo ko nelle ultime quattro partite per la squadra di Longo. I fischi dei tifosi raccontano più delle parole. Con 21 punti e il penultimo posto, la crisi non è più un’impressione: è un dato.
Al Castellani, invece, Empoli e Reggiana si dividono la posta. Gli amaranto passano con il rigore trasformato da Girma al 26’, assaporano per quasi un’ora un successo che avrebbe avuto il sapore del balsamo salvezza, ma a venti minuti dalla fine arriva l’incornata di Shpendi a ristabilire l’equilibrio. L’1-1 serve a poco a entrambe: i toscani non vincono dal 10 gennaio, però muovono la classifica dopo due sconfitte consecutive; la Reggiana resta quint’ultima, a braccetto con l’Entella, in una zona dove ogni punto pesa come un macigno.
E pesano come un macigno i tre punti che il Pescara fanalino di coda è riuscito a conquistare ad Avellino: che gli abruzzesi siano rientrati nella lotta per la salvezza?
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