Come giocherà la Spal di Clotet? Con la conferenza stampa di presentazione è ufficialmente iniziata l’avventura del tecnico spagnolo sulla panchina estense.
L’italiano deve ancora migliorare, ma Pep Clotet sarà sicuramente farsi capire dai suoi calciatori. Il tecnico spagnolo è apparso subito determinato e conscio dell’importanza della chiamata di un club ambizioso come quello di Ferrara. Determinazione che riguarda anche l’aspetto più tecnico. L’allenatore spagnolo ha parlato di un calcio offensivo e verticale. Un mix di mentalità ed intensità che possa coinvolgere tutti i calciatori della Spal.
“Ho una idea di gioco molto offensiva” ha detto in conferenza stampa l’allenatore ex Brescia, il quale ha un progetto ben preciso per la squadra che dovrà sempre “cercare di far male all’avversario”. Calcio offensivo ma niente tiki-taka: “Non credo nel possesso palla sterile, deve essere sempre utile a farci trovare pronti quando attacchiamo. Mi piace il pressing e recuperare palla in attacco”. La chiave tattica, mercato permettendo, sarà il 4-3-3. Nato a Barcellona, si Pep Clotet (un nome pesante per un tecnico catalano) sembra dunque volersi ispirare alla filosofia si gioco della squadra blaugrana che ha scritto la storia dello scorso decennio calcistico.
Eppure nelle sue recenti esperienze da allenatore, tra Spagna, Inghilterra ed Italia, ha spesso utilizzato il 4-4-2 come modulo tattico di riferimento. Quest’anno però potrebbe avere la possibilità di costruire una squadra che rispecchi le sue caratteristiche, la sua filosofia di gioco ed il suo credo. La piazza di Ferrara, da questo punto di vista, potrebbe essere perfetta. Una città dove poter costruire giorno dopo giorno, con la giusta pressione ma anche con equilibrio, fiducia e pazienza.
Una costruzione di squadra che – inevitabilmente – passerà per la campagna acquisti estiva. In rosa ci sono già diversi giocatori che potrebbero fare al caso di Pep Clotet, come Vicari, Esposito, Viviani, Valoti, Strefezza, Dickmann e magari il giovane Seck. Il tecnico catalano potrebbe indicare alcuni rinforzi alla dirigenza: il sogno sarebbe Florian Ayé del Brescia, ma anche elementi come Bruno Martella, Filip Jagiello e Marko Pajac potrebbero finire sul taccuino del direttore Zamuner.
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