PISA – Continua la crisi societaria del Pisa. Negli scorsi giorni è arrivata la messa in mora della società da parte dei tesserati, quasi inevitabile, tanto che lo stesso Lorenzo Petroni, amministratore unico e figlio del presidente dei nerazzurri Fabio, non ha condannato la decisione dei suoi giocatori. Il difensore Andrea Lisuzzo, uno dei leader di questa squadra, ha spiegato le ragioni di questo gesto: “Questo provvedimento preso a inizio mese riguarda le mensilità di luglio e agosto, andava oltre le scadenze COVISOC – dichiara il difensore siciliano ai microfoni di Sky Sport -. E’ l’unico strumento che abbiamo per ottenere un po’ d’attenzione dalla società, che non ha sistemato alcune cose dell’anno scorso. Se loro pagano il 16 non ci sarà nessun problema. Ricordiamo che il 22 di ottobre si può fare la messa in mora per il mese di settembre. Non abbiamo anticipato nessuna scadenza. Cerchiamo di dare un minimo di stabilità economica a tutto l’ambiente, si parla di calcio ma abbiamo bisogno di certezze finanziarie. Vorremmo arrivare a gennaio, quando si riapre il mercato, senza avere delle mensilità in sospeso”.
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