AVELLINO CASTALDO – Gigi Castaldo, a 32 anni, è il capocannoniere del campionato di Serie B, insieme al giovane Cerri. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato la sua carriera, nata dal basso: ”Sono nato a Giugliano, c’erano compagnie difficili, il calcio e la famiglia mi hanno aiutato a stare fuori da giri pericolosi. La realtà è dura, ai ragazzi basterebbe trovare un lavoro onesto – non solo il calcio – per non finire su cattive strade. Puteolana, Juve Stabia, Benevento, Nocerina, Avellino, le mie squadre, dalla D alla B. Una volta con la Juve Stabia abbiamo pareggiato al 90’ a Potenza uno scontro diretto e siamo usciti dallo stadio verso mezzanotte. Successe di tutto. Ho fatto tante battaglie, ma alla fine delle partite finisce tutto. Se ho mai avuto paura? In partita mai. In certi derby però temevo per la mia famiglia in tribuna. Oppure a Benevento: ero contestato, mia moglie non è più potuta venire allo stadio. A Nocera cosa successe? La polizia mi ha scortato per sei mesi per andare a fare allenamento, dal campo all’autostrada. Non avevo accettato il trasferimento a gennaio e ho ricevuto minacce. In certi posti non sono soltanto tifosi. A Castellammare ho vinto, sono tornato e hanno insultato mia figlia di due anni. Vincere la classifica marcatori? No… Tocca ai soliti, magari ancora Mancosu. O a uno che inizia per… Ca: Cacia, Caracciolo, Calaiò… Ah sì, Ca…staldo!”.
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