Perché, finalmente, Germania a parte, possiamo essere sicuri che all’atto conclusivo di Euro 2012 siano arrivate le formazioni migliori, quelle che hanno espresso il gioco più bello, più brillante e tecnicamente e tatticamente impeccabile. Perché se una Spagna arriva con un solo gol al passivo (quello di Di Natale nella gara d’esordio) non è un caso. Se l‘Italia trionfa contro l’odiata Germania colma di sentimenti di vendetta in quel modo,con quella personalità e con quella prestazione di squadra, non è un caso. Se queste due compagini aprono e chiudono l’Europeo una di fronte all’altra, nemmeno quello è un caso. Sarà la finale dei piedi buoni, sarà la finale del possesso palla, del gioco e della voglia di dominare la partita.
Fortuna per chi non è ne’ italiano ne’ spagnolo, perché si divertirà da matti questa sera. Noi soffriremo, ma quel che conta sono gli attestati di stima che arrivano ai nostri colori, alla nostra mentalità, alla nostra filosofia di gioco. Non siamo più solo catenaccio, ora siamo l’Italia gigante e padrona del proprio destino. Grazie a cesare Prandelli, perché ci ha dato un’identità internazionale ben precisa e che sta a noi non depauperare. Vincere e convincere, per alzare al cielo quella coppa nel miglior modo possibile.
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