Due squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato, danno vita ad una partita che sembra predestinata. Al “Granillo”, i padroni di casa della Reggina sperimentano qualcosa a livello tattico ma ben poco come scelte sui singoli: Breda restituisce una maglia da titolare al difensore Adejo, ma per il resto prosegue sulla scia delle ultime settimane. Il Cittadella arriva in Calabria con la formazione tipo, e Foscarini cerca di sfruttare le corsie laterali col suo 4-3-3.
Ci si attende una gara giocata a viso aperto, ma i ritmi sono sonnolenti e le due squadre si temono come se stessero disputando una semifinale di Champions League. La Reggina prova inizialmente a sfondare sulla fascia sinistra, ma è il Cittadella a chiamare qualche volta Belardi alla parata, seppur agevole. Poco dopo la mezz’ora, è un’incornata di Armellino, su cross di Rizzato, a regalare il primo tiro nello specchio nonostante il vantaggio agli amaranto. La gioia dura poco, perché dopo un giro d’orologio è il difensore Ciancio, sempre di testa, a ristabilire la parità su calcio d’angolo.
Breda prova a modificare più volte l’assetto, e ad inizio ripresa consente a Melara di spingere parecchio sulla fascia destra. Il tornante però fa fatica a rientrare in difesa, e Vitofrancesco ne approfitta al 51’ per mettere un pallone in mezzo: Emerson buca la chiusura, e Di Carmine fulmina Belardi. I calabresi attingono dalla panchina, schierando Ragusa ed Alessio Viola per evitare il tonfo interno. L’attaccante di Taurianova ci mette lo zampino, su una palla non allontanata da Gorini, e col sinistro fredda Cordaz.
Ad un quarto d’ora dal termine, arrivano altri due gol in un minuto, esattamente come nel primo tempo. Emerson conferma una certa allergia alla marcatura, consentendo a Di Carmine di esplodere indisturbato un diagonale che restituisce il vantaggio ai veneti; subito dopo, una doppia papera firmata Cordaz e Vitofrancesco consente ad Alessio Viola di appoggiare in porta da zero metri. Reggina e Cittadella si ritroveranno in B anche l’anno prossimo, ma per oggi era destino che questa gara non si allontanasse quasi mai dal risultato di parità.
Paolo Ficara
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