Tra le posizioni al vaglio oggi dalla Procura federale, nell’ambito del calcioscommesse, c’era anche quella del Siena e del suo presidente Massimo Mezzaroma (la cui audizione, in programma per oggi, è stata rinviata a data da destinarsi per motivi di salute del numero uno senese). A tirare in ballo il club bianconero è ancora una volta Carlo Gervasoni, che, nell’interrogatorio del 12 marzo scorso, dichiarò ai pm di Cremona: «Gegic mi riferì di aver appreso da un suo amico del Kazakhstan che il presidente del Siena diede dei soldi ai giocatori del Modena Tamburini e Perna per vincere l’incontro Modena-Siena terminato 0-1. L’incontro è stato il 26 febbraio 2011». E proprio i due giocatori sono stati sentiti oggi pomeriggio dal pool del procuratore Stefano Palazzi. Prima Juri Tamburini, rimasto a colloquio 25 minuti, e poi Armando Perna, 20 minuti. «È andata…» si è limitato a dire all’uscita Tamburini. A confermare che la partita sotto la lente degli inquirenti è quella hanno pensato il suo legale, Stefano Vitale, e, ancor di più, Eduardo Chiacchio, avvocato di Perna. «Ha risposto a poche domande circostanziate», ha dichiarato Vitale. «È tutto normale, come tutte le audizioni. Quello che gli viene contestato l’avete letto sui giornali, riguarda il Modena e una squadra toscana. Quello che abbiamo detto corrisponde alla verità dei fatti: Perna non sapeva nulla di queste cose», ha spiegato invece Chiacchio.
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