Bolt: “Ecco a chi ho detto di stare zitto”

Usain Bolt, la leggenda vivente, l’uomo più veloce della storia, l’uomo che ha superato anche il ‘figlio del vento’, Carl Lewis, a cui ha tolto anche il primato di medaglie d’oro ai Giochi Olimpici. Un piccolo giallo si era creato ieri sera quando, sul traguardo dei 200mt vinti sui connazionali Blake e Weir il giamaicano aveva portato l’indice alla bocca facendo il gesto del silenzio. I più maliziosi avevano subito pensato che si riferisse proprio a Blake, grande rivale degli ultimi tempi, ma è stato lo stesso Bolt a chiarire l’equivoco e a specificare che quel gesto era indirizzato proprio a Lewis, il figlio del vento, colpevole di aver insinuato atti non leciti da parte dei giamaicani (uso di doping, ndr), considerando sospette le differenze di tempi fra le manifestazioni minori e le Olimpiadi. Lewis aveva esclamato: “Paesi come la Giamaica non hanno un programma per controlli a sorpresa, quindi i loro atleti possono rimanere mesi senza essere controllati”. Bolt ha risposto così: “Vorrei dire qualcosa a Carl Lewis. Ho perso ogni rispetto per lui, tutto il rispetto. Il doping è una cosa seria e avanzare dubbi su un atleta mi fa davvero rabbia. Penso che lui voglia solo attirare l’attenzione su di sé perchè si non parla più di lui.

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