Serie B, un esempio per un’Italia esterofila e in crisi

Lega Serie B

La Serie B potrebbe addirittura giocare il ruolo dell’esempio per un calcio italiano da una nuova mentalità. Secondo i dati forniti direttamente dalla Lega di serie B infatti, la percentuale di stranieri quest’anno sarà molto bassa, intorno al 20%. Un grande segnale: i nostri vivai, nonostante tutto, sono ancora vivi. E per una Serie A che è costretta a vendere e suoi pezzi pregiati (stranieri) per poter sopravvivere, c’è un campionato cadetto che, pur non avendo i fasti e i valori tecnici della massima serie tricolore, può comunque, in ogni caso, rappresentare un nuovo traino per una nuova visione del nostro calcio: più valore ai giovani dei nostri vivai, meno spese folli.

Leggiamo allora la nota ufficiale della Lega di Serie B: “Rimane bassa, oscillando attorno al 20%, la percentuale di stranieri nel campionato cadetto. Nessuna voglia di esclusione né di rifiuto verso la globalizzazione, ma la consapevolezza dell’importanza della crescita, per tutta una serie di motivi di opportunità, sociale, economico e di supporto al sistema calcio nazionale, dei nostri vivai. I dati che emergono da uno studio dell’Aic, e riportati da tuttob.com, vedono infatti la percentuale di stranieri nel campionato di B attestarsi al 23,1%, dopo il 20,3% del 2008/09 e il 19,1% della stagione seguente. Inoltre se il calciomercato si concludesse ora la percentuale di non italiani scenderebbe al 21,5%.121 sono infatti i giocatori attualmente tesserati. Sempre riportando i numeri di tuttomercatoweb la colonia più numerosa è quella brasiliana (18 giocatori), seguita da quella francese, quindi gli argentini e gli uruguaiani. Le squadre con più stranieri sono Brescia e Verona (12 a testa) mentre il Lanciano ha in rosa il solo Zeytulaev e la Ternana il solo Dianda. Con soli due stranieri troviamo Sassuolo (Laribi e Valeri), Spezia (Enow e Mario Rui), Ascoli (Papa Waigo e Faisca) e Pro Vercelli (Espinal e Miranda)”.

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