Calcioscommesse, Tamburini: “Chiedo scusa al Modena, ho sbagliato e devo pagare”

“Come mi sento? Come un calciatore che ha commesso un’ingenuità e viene giustamente punito per un momento di debolezza”. Dopo aver patteggiato 10 mesi al processo sportivo per il calcioscommesse, l’ex giocatore del Modena Juri Tamburini racconta la sua storia e ammette le sue responsabilità: “Era la primavera del 2011 – dice al ‘Corriere Romagna’ -, sapevo di andare in scadenza di contratto con il Modena e non ero sicuro di sapere dove avrei lavorato l’anno successivo. In quelle settimane sono scattati tanti pensieri: i dubbi se avrei trovato squadra, le incognite nello scendere dalla Serie B alla Lega Pro, dove i vincoli a favore dei giovani sono maggiori e per un 1977 come me può diventare tutto più difficile. Rosati (ex ds della Reggina, ndr) viveva vicino a Modena, ogni tanto ci incrociavamo. Così in maggio mi chiese: ‘Conosci qualcuno a Grosseto?’. Risposi che c’era Narciso, era stato mio compagno a Modena. Rosati mi chiese di contattarlo in vista di Grosseto-Reggina. Dissi di sì perché speravo che mi desse una mano a trovare una squadra per l’anno successivo. Chiamai Narciso al telefono, ed ero imbarazzatissimo: chi mi conosce sa che non sono capace di fare certe cose. Gli dicevo ‘scusa’ ogni tre parole e gli chiesi se si poteva fare qualcosa in quella partita. Narciso mi richiamò dicendomi che non si poteva fare nulla, però il casino l’avevo combinato. Alla Procura Federale ho ammesso subito la mia colpa, ho fatto una sciocchezza ed è giusto che abbia pagato. Mi dispiace tanto per la responsabilità oggettiva sul Modena, è una regola assurda. Devo ammettere che mi aspettavo una pena maggiore, di almeno un anno e mezzo. Devo ringraziare il mio avvocato, ha lavorato benissimo”.

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