Tragedia Morosini, il caldo abbraccio dell’Armando Picchi a Piermario

Un pomeriggio di sole accoglie il feretro di Mario Morosini allo stadio Armando Picchi. Sugli spalti si contano circa 8000 persone con la curva nord e la tribuna centrale colme di gente. Il giro di campo è accompagnato dalla canzone di Jovanotti “A te” e di Luciano Ligabue “Urlando contro il cielo” cantautori che “Moro” amava. La salma si avvicina alla nord e i sostenitori labronici lanciano il coro “ Nei nostri cuori Piermario nei nostri cuori”. Il momento è davvero toccante, emozioni che si mischiano alle lacrime di chi è presente sugli spalti del Picchi. Al centro della curva uno striscione “avevi la nostra maglia”. La sosta davanti alla nord e l’applauso incessante dei presenti. Il carro funebre poi giunge, con ai fianchi i ragazzi del settore giovanile toscano, dinanzi la tribuna. Ci sono tre corone una della società, una del comune e la terza spedita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I giocatori del Livorno lo aspettano indossando la maglia numero 25, il suo numero. Il Vescovo Simone Giusti benedice la salma dello sfortunato calciatore salutandolo alla fine con un “buon viaggio”. Si notano decine di sciarpe che avvolgono la bara di Morosini, gli applausi lo accompagnano fino al termine del giro di campo. In quei 15 minuti una città intera trasmette con viva partecipazione il suo ultimo saluto. Un capoluogo che lo ha potuto apprezzare perché come sostengono i tifosi labronici, se è vero che era arrivato da due mesi, incarnava perfettamente il tipo di calciatore che loro volevano in campo: un lottatore che combatteva fino all’ultimo pallone.

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