Sassuolo-Empoli, ESCLUSIVO/ Un interessante statistica su queste due squadre fa capire quanto il calcio è strano

Francesco 'Ciccio' Tavano

 

Che il calcio non è una scienza esatta lo si sa, come si sa anche che i pronostici di inizio stagione vengono puntualmente disdetti dal verdetto del campo. La partita di stasera fra Sassuolo e Empoli offre uno spunto molto interessante da approfondire , andando a sviscerare una statistica sui numeri delle due squadre. Facciamo un passo indietro. A inizio campionato, nelle classiche griglie dei pronostici, era l’Empoli la squadra più accreditata perlomeno a giocarsi i playoff, mentre per il Sassuolo, reduce da una salvezza conquistata all’ultimo tuffo, c’era l’appellativo di outsider, la squadra che avrebbe potuto scompaginare le gerarchie iniziali. E invece, come sappiamo, i neroverdi lottano per un posto nei playoff, se non addiritura per la promozione diretta e i toscani affannano nelle retrovie con ben quattro cambi di panchina effettuati in stagione. La statistica di cui parlavamo all’inizio recita questo: tra l’Empoli e il Sassuolo c’è una differenza abissale di presenze in Serie A dei primi 14 giocatori presi in considerazione, ovvero quelli che stasera dovrebbero disputare almeno un pezzo di gara, a favore dei toscani. Ebbene sì. Sono 1171 presenze a 301, con anche una bella forbice di differenza tra le reti segnate, 131 gol a 8. Sembra incredibile, ma è vero. E se si pensa che i neroverdi hanno 59 punti in classifica contro i 31 degli azzurri, il dato è ancora più impressionante. E’ chiaro che l’esperienza gioca a favore degli uomini di Aglietti, ma evidentemente tutto questo non è bastato per poter lottare per certi traguardi. Di contro, la freschezza, la sfrontatezza e la qualità del Sassuolo, sta spingendo gli emiliani a un possibile successo a dir poco storico. Ma vediamo nel dettaglio lo score delle due compagini:

Partendo dal Sassuolo, possiamo notare che la metà esatta dei giocatori presi in considerazione non ha mai giocato nel massimo campionato e degli altri sette, quattro hanno totalizzato meno di 15 presenze. Il portiere Pomini ha fatto parte delle giovanili del Verona agli inizi degli anni Duemila, quando il club scaligero militava in SerieA, ma non ha mai esordito, prima di sviluppare la sua carriera altrove. Dei difensori, sia Bianco, al Cagliari e all’Atalanta, che Marzorati, all’Empoli e al Cagliari, hanno una discreta esperienza nel massimo campionato, mentre Consolini e Terranova hanno solo fatto parte delle giovanili rispettivamente di Bologna e Palermo. A centrocampo emerge la poca esperienza in A del Sassuolo. Solo Missiroli ha disputato qualche stagione, Longhi, Magnanelli e Valeri non hanno mai esordito e Gazzola, con 3 presenze nel Catania e Cofie, con 1 nel Genoa, hanno poco più che assaggiato la massima serie. Davanti, la situazione non è migliore. Bruno ha giocato scampoli di partite con Napoli, Chievo e Ancona, Boakye, che è pur sempre un classe ’93, ha già segnato una rete in 8 presenze con la maglia del Genoa e Troianiello, che non ha avuto la possibilità di esordire nella prima parte di questo campionato, nell’unica volta che ha fatto parte di una squadra di Serie A, il Siena.

Dall’altra parte, solamente il portiere Dossena, Brugman e Saponara devono ancora attendere l’esordio in Serie A, 3 su 14 quindi. Scorrendo l’elenco, troviamo le quasi duecento presenze di Buscè, le altrettanto numerose partite di Stovini, le tre stagioni di Ficagna con una trentina di match e l’esordio di Regini con la maglia della Sampdoria per la difesa. In mezzo al campo, un’altra vagonata di presenze in Serie A, da Moro, con Empoli e Livorno, a Coppola, con quattro squadre diverse, con Zè Eduardo unico ad aver ancora tanto da imparare, con due sole occasioni di scendere in campo con la maglia del Parma. Infine l’attacco e qui la statistica si infarcisce anche di due campionati prestigiosi come la Liga spagnola e la Premier League inglese. Tavano, infatti, ha giocato per una stagione nel Valencia, con poca fortuna a dire la verità, mentre Maccarone ha giocato tanti anni nel Middlesbrough, oltre ad aver calcato i campi della nostra Serie A, il primo con le maglie di Empoli e Livorno e il secondo con quelle di Siena, Parma, Palermo e Sampdoria. A corredo, le piccole partecipazioni alla massima serie di Mchedlidze, con anche una rete nel Palermo e Dumitru, 9 presenze lo scorso anno nel Napoli.

Insomma, come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, il calcio non è mai una scienza esatta e questi numeri stanno qui a confermarlo. Vedremo se anche stasera i pronostici saranno ribaltati.

di Marco Orrù

 

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