Cittadella, ESCLUSIVO/ Francesco Scardina: “Puntiamo ai 50 punti. Mi porto la Juventus nel cuore”

Francesco Scardina - www.ascittadella.it

Il Cittadella continua a stupire tutti, con prestazioni all’altezza e soprattutto bel gioco. La squadra di Claudio Foscarini sta stupendo tutti, grazie a organizzazione e alla mentalità giusta. Abbiamo raggiunto, in ESCLUSIVA per SerieBnews.com, il difensore granata Francesco Scardina.

Finalmente avete trovato la continuità…
“Nel girone di ritorno abbiamo raggiunto parzialmente questa continuità. A parte contro Brescia e Padova abbiamo sempre raccolto risultati utili. Siamo maturati molto sotto il punto di vista del gioco. Poi la vittoria contro la Nocerina è stata una bella prova di carattere, contro una squadra che non merita quella posizione di classifica”.

Ora a cosa puntate?
“Puntiamo ai 50 punti, raggiunti con tranquillità poi potremmo pensare anche ad altro”.

Il gruppo è unito, dove nasce una sana concorrenza.
“E’ una sensazione bella soprattutto perchè 3/4 del gruppo è nuovo. Abbiamo grande affiatamento e amalgama, nonostante ci siano 15 nuovi elementi”.

Come analizzi il momento della difesa?
“Penso che alla fine nel calcio gli attaccanti siano i primi a difendere, come i difensori siano i primi ad attaccare. Nel campionato di B si corre molto e non bastano 4 difensori per coprire. La squadra può fare bene anche grazie a tutto il lavoro della squadra”.

Cosa ti aspetti a livello personale?
“A livello personale voglio fare bene, anche perchè sono in scadenza. Ultimamente mi sto adattando bene da terzino, ora voglio continuare su questa strada”.

Ricordi bianconeri? Sei cresciuto alla Juventus, raccontaci cosa ti è rimasto.
“Tantissimo. A Torino sono nato e cresciuto per 15 anni della mia carriera. Ho avuto lì il mio padre calcistico, Gianpiero Gasperini, che poi ho ritrovato anche a Crotone. Il mio sogno è sempre stato tornare alla Juventus, ma rimarrà per sempre nel cassetto. Certo poi sono esperienze che non tutti possono vantare, di essersi allenato con Del Piero, Zidane, Davids e Vialli”.

Ti rimane qualche rancore?
“Mi dispiace essere cresciuto in una Juventus che non puntava come ora sui giovani. C’era gente del calibro di Sculli, Paro e Gastaldello, tutta gente cresciuta poi altrove. All’epoca le grandi squadre preferivano investire soldi che puntare sui giovani. Magari se oggi fossi stato alla Juventus, avrei avuto la mia chance”.

M.F.

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