Calcioscommesse, Abete: “Rammarico per le persone chiamate in causa, servono fatti concreti e prove”

Giancarlo Abete

“No ai giudizi sommari, per sentito dire, su conversazioni intercettate al telefono che valgono meno delle chiacchiere da bar, finchè non sono supportate da fatti nuovi, certi, provati”. Giancarlo Abete, ospite di Sky Sport 24 dalla sede della Federcalcio, ha commentato le indiscrezioni sulla seconda tranche dell’inchiesta “Last Bet”, così come trapelano dagli interrogatori degli indagati, dal difensore del Piacenza Carlo Gervasoni ad Alessandro Zamperini. “Ho provato un forte rammarico per le persone chiamate in causa” – ha detto Abete riferendosi al coinvolgimento di Buffon, Cannavaro e Gattuso nell’intercettazione telefonica di Santoni – Bisogna salvaguardare l’immagine di questi professionisti, senza elevare a notizia chiacchiere che non meritano di essere definite nemmeno da bar. Bisogna stare attenti a salvaguardare l’immagine e il prestigio che alcune persone si sono costruite nel corso degli anni”. Il presidente Abete ha voluto poi esprimere gratitudine alla procura di Cremona per aver precisato che “scommettere non significa un coinvolgimento nelle combine. Il procuratore Di Martino ha immediatamente chiarito i fatti, dando connotati comprensibili ad una notizia di rilievo. I nomi delle persone coinvolte nelle indagini sono quelli di persone già inibite, che erano già stati squalificati dalla Giustizia sportiva”.

Lorenzo Marrucci

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